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Inflazione, caro energia e poca crescita: così la guerra azzoppa i conti di casa nostra

Dal governo è chiaro il messaggio che, senza un paracadute europeo, l’economia italiana rischia davvero di perdere la forza che sembrava in parte aver riacquisito

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L’incertezza sul fronte del conflitto ucraino e il nuovo Def prodotto dal governo Draghi invitano ad una riflessione. Non sappiamo come evolverà il quadro macroeconomico e politico, ma sappiamo dai numeri che l’economia italiana rischia di ricadere in grande sofferenza.

Inflazione e caro energia

A conti fatti, la stima dell’inflazione al 5,8% disegna una scenario macroeconomico di grande incertezza. Non si sa quanto durerà il conflitto in Ucraina e se dovesse confermarsi l’ipotesi di un embargo totale europeo sul gas russo, la variabile dei costi energetici provocherà un impatto ancora più forte su PIL ed occupazione. Le scelte non sono definite. E’ soprattutto al tavolo europeo che l’Italia sta giocando le sue carte. Il premier Mario Draghi non sembra intenzionato a dare immediatamente il via libera all’utilizzo dell’extradeficit (al netto dei circa 9 miliardi che copriranno l’aumento delle materie energiche e di altri interventi da definire), senza l’avallo da parte della UE di un nuovo Recovery europeo.

Meno crescita

La diminuzione della crescita, con un PIL indicato al 3,1% ed un deficit al 5,6%, evidenzia non solo la necessità di agire sul piano energetico, ma mette il nostro paese nella posizione di dover ripensare tutte le politiche economiche che dovevano essere attuate. L’aumento delle entrate fiscali doveva essere il volano di una ripresa produttiva ed occupazionale. Ancora una volta, però, l’incertezza traccia confini poco definiti. E se da un lato si conferma la volontà di contrastare l’aumento dei costi energetici e di riformulare ulteriori sostegni ai comparti produttivi in sofferenza (alimentari, autotrasporti, automotive) per alleviare anche il peso della sfiducia dal lato dei consumatori, di contro non sono ancora visibile le scelte strutturali che dovrebbero essere fatte per supportare il quadro macroeconomico e la finanza pubblica.

Scenari

Non solo i numeri, ma anche la loro declinazione nelle scelte e nelle misure che sono state indicate nel Def, inducono a pensare che le incertezze delle variabili economiche e del quadro politico nazionale e internazionale, peseranno ancora a lungo sull’economia italiana. Le soluzioni che vengono proposte dai partiti fanno tutte leva sulla necessità di un ulteriore scostamento di bilancio: immettere risorse nel sistema sperando che queste sappiano bilanciare le oscillazioni in atto. Tuttavia dal governo è chiaro il messaggio che senza un paracadute europeo, l’economia italiana rischia davvero di perdere la forza che sembrava in parte aver riacquisito.

@L_Argomento

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