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Internazionale

Inaccettabile rimanere passivi. L’indicazione di De Giorgi (anche ai detrattori di Ue e Usa)

Intervista all’ex capo di stato maggiore della Marina Militare: “Prima che a Taiwan o a Cipro l’attacco sarebbe avvenuto ancora in Europa, alla Moldavia. L’aggressività della Russia deve essere arginata. Erdogan? Potenzialmente un negoziatore. Draghi? La sua leadership è guadagnata sul campo”.

l'ammiraglio Giuseppe De Giorgi

Non ha dubbi l’ammiraglio Giuseppe De Giorgi, già capo di stato maggiore della Marina Militare dal 2013 al 2016: sarebbe stato inaccettabile per l’occidente restare passivo dinanzi all’invasione ucraina, dice a L’Argomento. Il suo ragionamento poggia sul pragmatismo relativo agli immediati vicini russi: prima che ai rischi di uno stesso scenario a Taiwan o a Cipro l’attacco sarebbe avvenuto ancora in Europa, alla Moldavia. “L’aggressività della Russia deve essere arginata”.

Mario Draghi alla Casa Bianca ha rimarcato il suo ruolo di leader europeo in un momento in cui Olaf Scholz fatica ad imporsi?

Il riconoscimento del ruolo del Premier Draghi è venuto proprio dal Presidente USA nel momento in cui lo ha ringraziato per essersi impegnato nel tenere unite la Nato e l’EU sul dossier ucraino. Una leadership guadagnata sul campo.

La guerra lampo di Putin in Ucraina è fallita?

L’attacco iniziale che avrebbe dovuto dare al governo ucraino una spallata così forte da farlo implodere è certamente fallito. Purtroppo, la guerra continua senza sosta e senza freni inibitori verso i civili, puntando verso Odessa e oltre, verosimilmente per chiudere l’accesso dell’Ucraina al Mar Nero.

La Turchia potrà davvero essere un mediatore oppure Erdogan gioca, come fatto in Libia e Siria, a correre in avanti?

Da un lato la Turchia ha interesse a evitare il collasso dell’Ucraina suo partner commerciale storico, dall’altro ha dimostrato il suo non allineamento con gli USA non avendo partecipato alle sanzioni contro la Russia. Potrebbe essere quindi nella posizione per sviluppare un ruolo di mediatore. I tentativi finora sviluppati non hanno tuttavia avuto successo. Peraltro non sembra che Putin sia interessato a negoziare, a meno di non ottenere prima sul campo vittorie significative che gli consentano di farlo da una posizione di forza.

Si accusa Usa e Nato di aver reagito in maniera decisa contro Mosca, ma se passasse la tesi putiniana in Ucraina, anche la Cina a Taiwan o la Turchia a Cipro sarebbero più incoraggiate?

Rimanere passivi davanti all’attacco russo all’Ucraina sarebbe stato inaccettabile. Prima che a Taiwan o a Cipro l’attacco sarebbe avvenuto ancora in Europa, alla Moldavia. L’aggressività della Russia deve essere arginata.

L’escalation nucleare come potrà essere evitata?

Il rischio nucleare al momento non ritengo si ponga realisticamente, a meno che la Russia non senta di essere minacciata a livello esistenziale. Non mi sembra sia questa la situazione.

La partita del nucleare in Iran, di cui poco si parla, è realmente connessa alla crisi in Ucraina?

La guerra in Ucraina si sviluppa in un più ampio contesto geo-politico, non più unipolare, ma multipolare, caratterizzato dalla presenza di altre potenze oltre agli USA e la Russia, in grado di influire sulle vicende in atto o di agire per il proprio interesse nazionale, approfittando dell’attenzione degli Usa e della Russia sulla partita Ucraina, a partire dalla Cina.

La crisi del grano sta per abbattersi sul nordafrica: c’è il rischio che le popolazioni più povere senza pane possano finire tra le braccia della Jihad?

Le carestie portano con sé instabilità e disordini. La mancanza di futuro e la disperazione sono catalizzatori anche per la radicalizzazione in particolare dei giovani a favore di movimenti della Jihad.

@L_Argomento

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