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Inaccettabile ingerenza della magistratura sulla politica

Una democrazia liberale non può accettare di sottostare alle interpretazioni dei magistrati

Inaccettabile ingerenza della magistratura sulla politica
Una democrazia in cui le decisioni dei ministri passano per il vaglio dei tribunali è una democrazia malata, avvelenata. Abbiamo avuto un governo democraticamente eletto, con un Presidente del Consiglio e un ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che hanno assunto decisioni di tipo politico.

Decisioni opinabili, che ciascuno può approvare o contestare ma che non si possono demandare ad un ente estraneo alla democrazia elettiva.

La pubblica accusa aveva detto pochi giorni fa la sua in maniera chiara, sul caso Gregoretti: Salvini non è processabile per decisioni assunte nell’ambito dell’azione di governo.

Ora la decisione del giudice per Open Arms di rinviarlo a giudizio è un siluro che rivela un cortocircuito giudiziario, ma che potrebbe perfino andare a minare gli equilibri della maggioranza, con la riapertura di quel dossier dei veleni che va sotto il nome di Palamara: “Salvini avrà anche ragione ma va fermato”. E come una perfetta esecuzione, ecco che la predizione si avvera, prende forma.
In una democrazia liberale questo non è accettabile. Non si usano le aule dei tribunali per contestare le scelte di Governo e le decisioni politiche di un ministro che ha agito in stretta sinergia con l’allora presidente Conte e gli altri ministri, con l’obiettivo di danneggiare una parte sola. Per logica coerenza si dovrebbe fare un processo contro Conte, Di Maio, Toninelli che inneggiarono nei giorni del presunto “sequestro” alla procedura adottata all’unanimità dal Governo.

È urgente e non più rimandabile una riforma seria della giustizia penale oltre che di quella civile; una riforma strutturale del Csm e del metodo di selezione e di carriera dei magistrati; una profonda revisione procedurale, a partire dalla separazione delle carriere. Anche su questi temi riteniamo di poter dare un contributo al dibattito pubblico con una iniziativa politica liberale importante, unitaria, di cui sentirete parlare presto.
Inaccettabile ingerenza della magistratura sulla politica

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