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In Marocco si respira aria di rinnovamento

Grazie ad una politica di riforme e grandi progetti, il Marocco si propone come paese leader del continente africano

In Marocco si respira aria di rinnovamento
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In Marocco si respira aria di rinnovamento
Si è celebrata pochi giorni fa la festa del Trono a Rabat senza manifestazioni pubbliche, causa covid-19, ma il re Mohammed VI soprannominato “il costruttore” per i suoi 22 anni di progetti e di cantieri avviati per modernizzare il Marocco ha avuto il suo giorno di Festa. Sono innegabili, gli immensi progressi compiuti, da poco più di due decenni, dal Regno. Il Marocco trasformato da riforme, da progetti, da infrastrutture e soprattutto dalla volontà di proiettarsi verso un futuro più prospero. Con la liberalizzazione della sua economia sono arrivati incentivi di investitori, la firma di accordi di libero scambio, l’apertura a nuovi mercati.

Tutti gli attori nazionali hanno contribuito allo sviluppo di grandi progetti e al potenziamento di molte attrezzature. Dal 2007, il Marocco ha speso in media ogni anno più di 42 miliardi di dirham per le sue infrastrutture (15 miliardi di dirham/anno (1980 e 1990), 32 miliardi di dirham negli anni 2000). I suoi criteri infrastrutturali gli consentono di essere leader nel continente africano.

Il Marocco, infatti, capitalizzando le proprie esperienze nello sviluppo delle infrastrutture, sta diventando un punto di riferimento internazionale e intende esportare il proprio know-how, in particolare nel resto del continente. Ciò richiede la costruzione di attrezzature atte a sviluppare l’attività economica, ma anche la capacità di realizzare grandi progetti all’estero. Inoltre, a livello locale, è naturale che progetti su larga scala abbiano potuto prendere forma e perché dalla sua ascesa al trono, il re Mohammed VI ha posto il Marocco in una visione a lungo termine.

Si è cercato di sviluppare l’accesso all’acqua, l’elettrificazione, la densificazione della viabilità su tutto il territorio e si assiste, ancora oggi, alla realizzazione di progetti che fanno del Marocco una roccaforte del continente e un’interfaccia con l’Europa. A parte importanti infrastrutture stradali, ferroviarie, marittime, aeree ad energia verde, si ricordi il porto di Tanger Med come ennesimo progetto gigantesco. Lanciato nel 2007, ha richiesto 78 miliardi di dirham di investimenti pubblici e privati. Le sue capacità sono eccezionali: 9 milioni di container, 7 milioni di passeggeri, 700.000 camion TIR e più di un milione di veicoli per l’esportazione. Tanger Med ha inoltre consentito lo sviluppo di 6 zone industriali e logistiche, che si estendono su una piattaforma di 1.600 ettari, con la fabbrica Renault come locomotiva. Grazie a Tanger Med, il Marocco è da diversi anni incluso nella top 20 mondiale per connettività logistica, secondo la classifica annuale UNCTAD. Tanger Med costituisce la prima zona franca industriale in Africa. Per quanto riguarda il trasporto aereo, l’ultimo decennio è stato caratterizzato dalla politica Open Sky: i 18 aeroporti del Marocco, di cui 16 internazionali, sono oggi serviti da una moltitudine di compagnie internazionali.

Sono stati completati diversi progetti come la rete stradale. Si contano ad oggi, più di 60.000 km. Di rete viaria e più di 2000 km. di autostrade. Il 60% della popolazione è direttamente collegato a questa rete e l’85% vive a meno di un’ora da un’autostrada. Allo stesso modo, tutte le città con più di 400.000 abitanti sono collegate alla rete autostradale e nuove sezioni sono regolarmente messe in servizio da Autoroutes du Maroc (ADM). La linea ad alta velocità (LGV) è uno dei più grandi progetti del decennio.

Il Marocco è diventato il primo Paese africano a lanciare un treno da 320 km/h sulla propria rete ferroviaria. Questo progetto ha richiesto 12 viadotti, 169 ponti stradali e ferroviari e più di cento opere idrauliche, per un investimento inizialmente stimato in 20 miliardi di dirham. L’attuale rete ferroviaria (2.110 km di linee ferroviarie e 120 stazioni) gestita dalla sola ONCF viene regolarmente ristrutturata e ammodernata. I principali progetti di investimento consistono nel raddoppiare, o addirittura triplicare, i binari intorno a Casablanca ai fini della capacità di accoglienza e dei tempi di percorrenza. Ad aprile, il re Mohammed VI ha permesso di avviare lavori di costruzione della centrale elettrica di Noor Ouarzazate IV, l’ultima tappa del più grande complesso di energia solare del mondo proiettando il Marocco verso un futuro di grandi sfide e conquiste.
In Marocco si respira aria di rinnovamento

Shortlink:  https://bit.ly/3fnWAEG

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