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Economia

In Italia c’è chi produce ambiente per combattere il cambiamento climatico

L’eccellenza italiana passa dal saper fare

chi produce ambiente per combattere il cambiamento climatico

In Italia c’è chi produce ambiente per combattere il cambiamento climatico
Produrre ambiente per combattere il cambiamento?

Si può e anzi c’è già chi, a pochi chilometri da Milano lo fa. Si tratta di una realtà imprenditoriale, tutta italiana, che ha creato tecnologie per rendere sostenibili i servizi ecosistemici alle città limitrofe ed efficientare processi lungo la filiera agroalimentare.

Il suo modello è quello di un distretto virtuoso dove la tecnologia si basa sulle logiche di efficienza della natura (nature-based solutions). In un unico distretto si trovano: la produzione di energia rinnovabile e sostenibile (es. rivalorizzazione degli scarti organici – Nutrient Recovery Center, Intelligent Transfer Station) e lo sviluppo di tecnologie efficienti per la produzione di cibo (Environment Field Margin, Remote Sensing, Blockchain, Digital Farming) che riducono lo spreco di risorse e l’uso di insetticidi e l’impatto delle pratiche agricole.

Non finisce qui: perché nel circuito virtuoso c’è anche lo sviluppo di sistemi di risparmio delle risorse idriche per i processi dell’industria agroalimentare e l’agricoltura (iChiller, fitodepurazione naturale delle acque, remote sensing) e la rinaturalizzazione di aree degradate, con il conseguente aumento della fertilità dei suoli,dello stoccaggio di CO2, miglioramento della qualità dell’aria e dell’acqua.

Dove si trova il primo produttore d’Ambiente? A Giussago, dove, spiegato in soldoni, l’ambiente è diventato un prodotto, con un valore economico che può essere venduto e scambiato e con una redditività positiva sugli investimenti, quindi attraente come patrimonio da proteggere.

Da un esperimento in cui su un’ area caratterizzata da agricoltura intensiva si è passati a rigenerare fertilità e produttività e a valorizzare l’ambiente e il paesaggio, grazie all’alleanza uomo-natura, si è tratta ispirazione per lo sviluppo di tecnologie in grado di riportare sostenibilità nella filiera agrifood sviluppando un nuovo paradigma economico, sociale ed ambientale.

È stata creata una grande smart land, un modello di innovazione tecnologica ed agroambientale sostenibile ed esportabile, per creare nuovi distretti virtuosi nel mondo e combattere il cambiamento climatico.

L’obiettivo del modello, pensato dalla NeoruraleHub è ridisegnare la periferia urbana e i distretti industriali, trasformandoli in centri di servizi per le città e le industrie, abbattendo gli sprechi di risorse naturali, diminuendo emissioni di gas serra e riqualificando gli spazi e i territori funzionali alle attività umane. Il modello si basa sull’ innovazione tecnologica, per aumentare l’efficienza complessiva del sistema, con l’obiettivo di trasformare le zone rurali periurbane in smart land del futuro e le industrie e i distretti industriali in smart district innovativi e valorizzati anche dal punto di vista ambientale e paesaggistico.

Le menti italiane brillano sempre! E noi italiani riusciamo a trasformare i pensieri in azioni. Lo abbiamo fatto anche partendo dalle parole dell’European environment agency (EEA): “la strategia dell’Ue per la biodiversità 2030 – scrivono dall’EEA – un pilastro chiave dell’European Green Deal, include un piano di ripristino della natura che può promuovere l’adozione di soluzioni basate sulla natura.”
In Italia c’è chi produce ambiente per combattere il cambiamento climatico

Shortlink: https://bit.ly/2R6iofq

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