Imprese e negozi alla canna del gas, allarme Confesercenti

Imprese e negozi alla canna del gas, allarme Confesercenti

L’associazione degli esercenti dipinge uno scenario a tinte fosche, perdurando la crisi Covid

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Imprese e negozi alla canna del gas, allarme Confesercenti

Ottanta milioni di euro di consumi al giorno in meno a causa dell’introduzione delle nuove zone rosse da oggi in vigore in tutta Italia.

A stimare questa grave perdita per imprese e ceti produttivi è Confesercenti che lancia segnali di allarme a dir poco inquietanti. Il protrarsi della crisi pandemica sta mettendo a dura prova il comparto del commercio, con un conseguente bilancio negativo per le singole famiglie; duramente colpito poi il settore del turismo e dei viaggi date le forti limitazioni previste per gli spostamenti.

“Come abbiamo già avuto modo di sottolineare – precisano da Confesercenti – la proroga ed il contestuale rafforzamento delle restrizioni fino a Pasqua costituiscono un nuovo, grave trauma per le imprese.

Ed è particolarmente forte per quelle del terziario e del turismo, che si vedono privare dell’avvio della stagione della moda e dell’unico ponte della stagione primaverile. Se si considera che, dopo un anno di Stop & Go, ci sono circa 450mila imprese a rischio chiusura, ci sembra evidente che le restrizioni non siano una soluzione sostenibile a lungo termine dall’economia. Sicuramente non lo è in queste condizioni: sono più di tre mesi che siamo in attesa dei sostegni per le attività economiche ed i lavoratori, ma il provvedimento continua ad essere rinviato”.

Insomma lo scenario è preoccupante e occorrono misure alternative rispetto a quelle pensate per le restrizioni attuali.

La popolazione italiana dopo un anno di pandemia è sicuramente stanca e vorrebbe tornare a condurre una vita normale. “Le imprese oggi si trovano in difficoltà non per propria responsabilità o perché non riescono a stare sul mercato – concludono da Confesercenti – ma perché non possono operare a causa di una scelta amministrativa dovuta all’emergenza sanitaria in corso”.

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