I’m sorry, Johnson ammette i festini sotto covid ma resta alle corde

I’m sorry, Johnson ammette i festini sotto covid ma resta alle corde

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Chiede perdono il premier inglese Boris Johnson per i festini a cui ha preso parte durante le misure anti covid, ma non si dimette. Era il maggio i due anni fa e nel giardino di Downing Street si è resto protagonista di una serie di violazioni delle restrizioni. “Conosco la rabbia che provano con me per il governo che guido quando pensano che a Downing Street le regole non siano adeguatamente seguite dalle persone che le stabiliscono”, ha detto dinanzi alla Camera dei Comuni. Più di cento ospiti (tra cui 40 dipendenti del governo) sarebbero stati invitati ad un party il 20 maggio 2020, presenti il Primo Ministro e sua moglie, Carrie. Secondo la polizia di Londra l’inchiesta procederà su possibili violazioni delle norme presso la sede del governo.

Di fatto, il suo pentimento non stempera, se non in parte, le difficoltà a cui sta andando incontro nonostante la schiacciante vittoria alle elezioni del 2019, con la promessa di garantire l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. E’consapevole inoltre che non si ferma il calo di popolarità sia personale che del suo partito, dato ai minimi storici. Il vantaggio dei conservatori sui laburisti si sta assottigliando sempre più e un mese fa ha subito una sconfitta elettorale in una roccaforte storica.

@L_Argomento

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