Il Vaffa del Movimento a Beppe Grillo

Il Vaffa del Movimento a Beppe Grillo

Rivolta tra i Cinque Stelle, il comico non fa più ridere neanche loro. E Conte pensa a una via di fuga

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Il Vaffa del Movimento a Beppe Grillo
Consigliata dai legali, la coppia Grillo-Tadjik prova a mantenere un contegno, lontani dai social. Si sono chiusi in un prudente silenzio che corrisponde a quella del collegio per le indagini preliminari di Tempio Pausania, che in questi giorni decide per il rinvio a giudizio.

Alla Procura abbiamo chiesto se ci sono brogliacci nella lista dei documenti allegati agli atti della chiusura indagini; in attesa dell’annuncio del rinvio a giudizio dobbiamo aspettare.

E mentre aspettano anche in casa Grillo, chi compie qualche googlata sul figlio Ciro ritrova le sue bravate digitali: “Ti stupro, bambina!” è uno dei commenti che si trovano a sua firma. La buona educazione ricevuta in casa si vede tutta. La madre aveva congelato i profili Facebook, poi li ha riattivati. Di lei, origini persiane, ci parla chi conosce dall’interno la comunità iraniana, chiedendoci l’anonimato: “Ho conosciuto suo padre, un bravo imprenditore che era arrivato da Teheran a Milano.

Avevano aperto una azienda di import-export di tappeti persiani, gli affari andavano bene. Lei è sempre stata molto sulle sue, la mentalità della persiana benestante”, ci viene detto. E un altro provoca: “Prova a chiederle un parere sulla questione israelo-palestinese e vedrai come si esprime”. Le radici sono importanti e tutte le tradizioni di origine vanno rispettate, anche quando non affondano nella cultura femminista. Diciamo che tra lui e lei, l’educazione che hanno potuto dare al ragazzo è quella che è; a farne le spese sarà il giovane, che a quanto pare ha riposto più attenzione alle palestre per la boxe francese che ai libri.

Intanto sul Blog delle Stelle, house organ del Movimento, Beppe Grillo non compare più. Campeggia Di Maio con una campagna istituzionale. Poi due donne: la viceministra Alessandra Todde e la ministra Fabiana Dadone.

Volti giovani, femminili, brillanti e sorridenti, l’immagine opposta a quella di Beppe Grillo che urla scomposto i suoi fendenti misogini. La strategia della comunicazione è quella delle armi di distrazione di massa, mentre la base è smarrita, tra i deputati e i senatori si moltiplicano i mal di pancia. Se da un lato Conte ha provato a tenersi equidistante e a non dispiacere troppo il mattatore del Vaffa, la cesura c’è stata e la strada è destinata a biforcarsi. “I parlamentari sono imbestialiti con Conte”, ci dice una fonte interna. “Molti si sentono abbandonati alla prima occasione”, ci dicono alla Camera dagli uffici pentastellati.

Dal Senato una voce influente del gruppo invece lo esorta a rincarare: “Il video di Grillo danneggia l’immagine del Movimento e forse anche di Conte. Dovrebbe dire qualcosa di forte, visto che è il leader”. Ma non è leader se non di se stesso, al momento. Proprio ieri è scaduto l’ultimatum di Davide Casaleggio ai gruppi parlamentari e su Rousseau compare il preannuncio di una scure: “Non abbiamo più modo di tutelarvi”, viene detto.

Se Casaleggio non c’è più e Conte non c’è ancora, il primo partito politico italiano rimane tutto nelle mani di un comico in crisi di nervi. Lo statuto del M5S ne attribuisce tutto il controllo alle sole mani di Beppe Grillo, che è anche unico titolare del simbolo e dunque del nome del partito. Se Grillo decidesse di uscire dal campo tra i fischi, non è da escludere che possa portarsi via il pallone.

Il M5S intanto appare sempre più come una bad bank densa di crediti deteriorati e inesigibili. Conte lo sa e sembra ragionare – con la sua cerchia ristretta – di mettere in campo un’alternativa alla guida del vecchio Movimento. Fondarne uno nuovo, per esempio. Non ha dubbi De Magistris: “Credo che Conte farà a breve il capo di un nuovo movimento, non saranno più i 5Stelle come li abbiamo conosciuti fino ad ora e su cui molti avevano riposto speranze di cambiamento che hanno totalmente tradito. Sarà un movimento che cercherà un accordo con Letta per provare a costruire un nuovo centrosinistra”.

Raffaella Andreola, componente del Collegio dei probiviri M5S, interviene sulla bufera del caso Ciro: “come membro del Collegio dei probiviri posso dire che mi sono sentita in imbarazzo per quanto ho visto in quel video.

Se sono chiamata a far rispettare regolamento e statuto dovrei in questo caso chiedermi se il rispetto dell’individuo e l’indipendenza degli organi giudicanti sono valori da rispettare per il Movimento. Dal mio punto di vista sì”.

E aggiunge: “Come donna chiedo rispetto per ogni donna, per la sua libertà e per la sua dignità. Come cittadina chiedo che la giustizia faccia il suo corso in modo libero ed autonomo senza pressioni esterne”. Mentre si attende il verdetto di Tempio Pausania, i probiviri hanno già condannato

Beppe. Stavolta il Vaffa lo riceve lui.
Il Vaffa del Movimento a Beppe Grillo

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