Il ponte sullo Stretto? Se si può, si deve fare

Il ponte sullo Stretto? Se si può, si deve fare

La grande opera collegherà la Sicilia al continente, portando alta velocità attraverso la Calabria

Tempo di lettura stimato 2 minuti

Il ponte sullo Stretto?
L’ingegneria italiana ha dimostrato di saperli fare bene, i ponti. E anche in poco tempo.

Ma non al Sud, dove da sempre le infrastrutture viaggiano a velocità moderata, a scartamento ridotto. Molte meno strade che in altre regioni, meno ferrovie, meno trasporto pubblico, il Mezzogiorno è stato a lungo la serie B del comparto logistica e infrastrutture. Ed è forse ora di cambiare passo. Lo pensa il governatore siciliano, Nello Musumeci, che ieri si è tolto qualche sassolino dalle scarpe.

“Il collegamento stabile sullo Stretto di Messina non può essere considerato un capriccio. Senza di esso non ci potrà essere alta velocità né sul gommato né sul ferrato”.

Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, intervenendo al webinar di presentazione del progetto di nuova interfaccia del porto di Palermo.

Tamburi di guerra? Non del tutto. “Pronti a sederci a un Tavolo di confronto col ministero, bene soluzioni immediate atte a velocizzare l’attraversamento ‘dinamico’ dello Stretto, ma il collegamento resta per noi una priorità fondamentale.

E sul Cas Roma decida se vuole riprendersi in toto le concessioni autostradali o aiutarci a sostenere il risanamento di un ente che abbiamo trovato depotenziato”, ha insistito il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, parlando con il ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini, nel corso di un incontro in video conferenza, ieri. Presenti anche l’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, e i dirigenti generali dei dipartimenti Infrastrutture e Tecnico, Fulvio Bellomo e Salvatore Lizzio.

Giovannini ha proposto l’istituzione di un tavolo di confronto tra il ministero e la Regione Siciliana su alcuni nodi relativi alle infrastrutture e ai trasporti dell’isola e ha poi ribadito la decisione di non includere il collegamento stabile nello Stretto nel Pnrr, anticipando di aver chiesto alla commissione che sta affrontando la valutazione dell’opera indicazioni “su cosa si può fare nel breve termine per migliorare l’attraversamento ‘dinamico’, su cui ci sono grandissimi margini per operare subito, fermo restando che non si tratta di una alternativa al collegamento stabile”. “Cogliamo la grande disponibilità da parte del ministro – ha detto il governatore Musumeci – e ben venga il tavolo di confronto al quale siamo pronti a sederci immediatamente.

Soluzioni nell’immediato per velocizzare l’attraversamento dello Stretto ci vedono assolutamente disponibili. Sia chiaro, però, che il nostro governo sta scommettendo sul trasporto ferroviario e che per noi l’alta velocità per poter passare da Messina a Reggio Calabria in tre minuti rimane una necessità fondamentale.

Solo così potremo fare della Sicilia una piattaforma logistica del Mediterraneo e dare ai siciliani trasporti degni di una nazione civile”, ha concluso.

Speriamo sia la volta buona. Il ministro Giovannini non si è ancora voluto pronunciare, non al di là dell’assicurazione che valuterà i piani di fattibilità e gli studi sin qui realizzati.

A conclusone dell’anno del Covid, sarebbe bello apporre il simbolico sigillo di un grandioso ponte tra due giganti a distanza, la Calabria e la Sicilia, riunite finalmente in un eterno abbraccio.
Il ponte sullo Stretto?

TAGS