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Internazionale

Il pizzino che arriva (anche) all’Italia dalla Waterloo di Macron

L’Europa tutta si trova economicamente schiacciata tra effetti finali della pandemia e effetti iniziali della guerra in Ucraina, preceduta da una speculazione senza precedenti

La Waterloo di Macron, ormai senza maggioranza in Parlamento, dice essenzialmente due cose: che la politica cosiddetta di sistema non ha soddisfatto i francesi, o almeno quella metà che è andata a votare; e che la voglia di sociale, tanto a sinistra con Melenchon quanto a destra con Le Pen è un tema ultra sentito, a maggior ragione alla luce delle crisi in cui ci troviamo (del grano, delle materie prime, del gas).

Nel mirino le deficienze strutturali sia dell’Eliseo che di Bruxelles, entrambi connessi da scelte e frutti di decisioni prese. L’Europa si trova economicamente schiacciata tra effetti finali della pandemia e effetti iniziali della guerra in Ucraina, preceduta da una speculazione senza precedenti. Non ammetterlo dinanzi ai cittadini è un errore che nelle urne ha pesato non poco. L’aumento dei prezzi del gas è antecedente all’invasione russa, ciò significa che le bollette salate, l’inflazione e i salari sempre più bassi sono un pugno nell’occhio a famiglie e imprese.

In secondo luogo il Next generation Eu, impostato sul Covid, dovrebbe oggi essere aggiornato in qualche modo per comprendervi anche le nuove emergenze che si sono presentate.

Ed ecco il gancio al sociale: non si può immaginare che partiti progressisti come i socialisti non debbano pagare fio dopo il disastro a cui le classi deboli stanno andando incontro. Il macronismo è sopravvissuto all’Eliseo grazie alla legge elettorale francese, ma alle politiche di ieri ha mostrato i suoi limiti con Melenchon e Le Pen che in pratica decuplicano i seggi: i francesi hanno detto chiaramente che il sistema non deve occuparsi solo dei pesci grossi, ma deve fare un passo indietro e tornare a fare gli interessi anche degli altri attori in causa, che sono stati trascurati da chi non ha saputo gestire gli effetti della globalizzazione. E’un fatto oggettivo.

E si torna così all’Europa: il riformismo di Bruxelles non può essere impostato solo ed esclusivamente ad una procedura di allargamento, che verosimilmente può e deve essere uno degli obiettivi, ma invece va centrata prima su una strategia unitaria, al fine di creare un soggetto che dialoghi con gli altri big players mondiali ma non ne resti schiacciato. Ciò che invece è accaduto.

@L_Argomento

(Foto: Flickr)

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