Il Pd alza il tiro contro Draghi

Il Pd alza il tiro contro Draghi

Letta è in campagna elettorale e non si ferma davanti al premier, che investe con la furia di chi teme un risultato debole

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Il Pd alza il tiro contro Draghi
“L’estensione del Green pass, e tutto ciò che vuol dire sicurezza, è la condizione per la libertà. Ecco perché noi vogliamo che ci sia certezza su tutto questo e che non ci sia ambiguità. Chi è ambiguo è contro la libertà di tutti i noi”. Non lesina gli attacchi diretti all’indirizzo del premier, Mario Draghi, il segretario dem Enrico Letta.

Eppure Mario Draghi, da Bologna, torna a parlare di passi necessari per contrastare il virus e, soprattutto, per tornare alla normalità: perché, nelle intenzioni del capo del governo, è questa la funzione chiave del “super Green Pass” che approderà in Consiglio dei ministri giovedì. Il provvedimento, al di là delle residue resistenze di una parte della Lega (“saremo gli unici in Europa”, osserva Salvini), nelle sue grandi linee è pronto. Gli ultimi nodi da sciogliere riguardano la platea dei destinatari. E Palazzo Chigi starebbe puntando all’estensione del Green Pass non solo al settore pubblico ma anche a tutto quello privato. “Ci stiamo lavorando”, spiegano fonti qualificate dell’esecutivo.

Le prossime ore, per inquadrare con una certa nettezza il super Green Pass, saranno decisive. Difficilmente Draghi convocherà la cabina di regia per mercoledì. Piu’ probabilmente il premier farà tutto nella giornata di giovedì: prima il vertice con i capidelegazione e, dopo un’ultima interlocuzione tra governo e Regioni, il Cdm. Sul fatto che il Green Pass sarà obbligatorio per i dipendenti del settore pubblico non c’è ormai alcun dubbio.

E, secondo fonti di governo, è molto probabile l’inserimento nel decreto dell’obbligo anche per i privati che lavorano in questi settori in cui il cliente ha il dovere di esibire il certificato verde. Ristorazione, bar, trasporti di lunga percorrenza, cinema e teatri, tanto per fare qualche esempio. Ma nelle ultime ore il governo sta lavorando all’estensione ‘tout court’ del super Green Pass. Ovvero all’intero settore privato. Inserendo in un unico decreto ciò che inizialmente si era pensato di fare con maggiore gradualità.

Gli uffici di Palazzo Chigi e del governo sono alle prese con un lavoro complesso, a partire dalla stessa differenziazione tra pubblico e privato. Perché, si spiega, i due settori si incrociano e si compenetrano in una miriade di modalità e tracciare delle linee nette in poche ore per identificare ciò che è pubblico e ciò che è privato resta tutt’altro che semplice. Il principio, dalle parti di Palazzo Chigi, tuttavia non cambia. Il certificato verde rende più rapido il ritorno alla normalità e potrebbe permettere di aumentare anche i limiti di capienza per eventi di ogni tipo.

Ma, soprattutto, è un volano per rendere ancor più capillare l’immunizzazione degli italiani. “Per sconfiggere la pandemia, la campagna di vaccinazione deve procedere spedita ovunque”, è il mantra che il premier ribadisce intervenendo al G20 Interfaith Forum a Bologna. E lì il premier da’ un altro indizio sulla sua strategia di governo: “Il dovere della politica è l’azione, preceduta, guidata dallo studio e dalla riflessione”, sono le sue parole.

Da Bologna Draghi torna anche a sferzare l’Europa sull’Afghanistan e sulla possibili crisi migratoria che ne puo’ derivare. “Dobbiamo dimostrare di essere all’altezza di questa crisi e dei valori che diciamo di rappresentare”, è il richiamo del premier che, nel pomeriggio, in un videomessaggio inviato al Forum economico italo-tedesco, aveva anche sottolineato come sia questo il momento di una “Europa piu’ forte economicamente e militarmente”. Con il Next Generation Ue che resterà la stella polare per una ripresa all’insegna della transizione ecologica e della digitalizzazione.

Non sarà facile. Qualcuno, nel tessuto produttivo italiano potrebbe restare indietro. Ma Draghi assicura: “Lo Stato deve essere pronto ad aiutare cittadini e imprese nell’affrontare i costi di questa complessa trasformazione”. Letta è servito, gli italiani hanno il premier migliore che ci sia in circolazione. Il miglior campione della classe dirigente non proviene dalla politica, non proviene dai partiti.
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