Il “modello di Taiwan” nella lotta al COVID-19

Il “modello di Taiwan” nella lotta al COVID-19

Come gestire con successo una crisi globale senza precedenti

Tempo di lettura stimato 3 minuti

Il “modello di Taiwan” nella lotta al COVID-19
Mentre la pandemia COVID-19 continua a imperversare nella maggior parte del mondo, avendo oramai infettato oltre 120 milioni di persone e ucciso più di 2,8 milioni di vite, molti paesi stanno lottando per far fronte a un inasprimento delle infezioni a causa delle particolari e varie varianti del virus, c’è un Paese, non lontano dal territorio dove ha avuto origine la brutale pandemia che è Taiwan con una popolazione di oltre 23 milioni di abitanti – un terzo di quello dell’Italia con una superficie quasi come quella della sola Sicilia – ha avuto invece, ad oggi, neanche 1000 casi confermati, la maggior parte dei quali importati, e solamente 10 morti, in netto contrasto con il quadro generale del resto del mondo.

Dall’inizio dell’epidemia il suo Governo, liberamente e democraticamente eletto dai cittadini taiwanesi, non ha imposto misure di blocco, né l’attività scolastica o economica è stata seriamente interrotta a causa dalla pandemia.

Le chiavi per un efficace contenimento del coronavirus a Taiwan sono state la prudenza, la rapidità, la previdenza e l’abbondanza di fiducia del pubblico nel governo.

Con una preparazione avanzata, come dimostrato dalla rapida produzione di forniture mediche critiche come le maschere facciali in una fase iniziale della pandemia, l’applicazione di un impegnativo tracciamento dei contatti e l’uso di big data e tecnologia digitale per identificare i gruppi a rischio, Taiwan ha controllato efficacemente l’epidemia e ne ha mitigato l’impatto sull’economia, sulla società civile e sui mezzi di sussistenza delle persone.

A tutti è altresì noto che Taiwan ha dimostrato solidarietà con la comunità internazionale, inclusa la maggior parte degli Stati membri dell’Unione Europea, donando oltre 54 milioni di maschere chirurgiche, 35.000 termometri frontali, 227.000 set di indumenti protettivi e 600.000 camici isolanti, dispositivi per test PCR, guanti medici e preziosissimi respiratori, a più di 80 paesi in tutto il mondo.

Taiwan ha ottenuto riconoscimenti in tutto il mondo per i suoi efficaci sforzi anti-pandemia e la tempestiva assistenza umanitaria, e più di 1.700 politici di 80 paesi hanno espresso il loro sostegno all’inclusione di Taiwan nei meccanismi e nei meeting dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).

A maggio si riunirà di nuovo l’Assemblea Mondiale della Sanità senza – purtroppo – invitare alle riunioni Taiwan negandogli così – ancora una volta – di poter dare il suo preziosissimo contributo alla lotta della pandemia.

Taiwan come l’Italia condividono gli stessi valori quali la democrazia, la libertà, il rispetto dei diritti umani e la trasparenza, e per questa ragione che desideriamo esprimere il nostro supporto a Taiwan e, a più di un anno dallo scoppio della pandemia COVID-19, Taiwan è ancora ostacolata dalla sua piena partecipazione ai meccanismi, ai meeting e alle attività dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Purtroppo, nonostante i considerevoli appelli e l’ininterrotto sostegno della comunità internazionale con molteplici richieste di personalità politiche e autorevoli dei maggiori paesi come gli Stati Uniti, Australia, Giappone, Canada, Nuova Zelanda, Danimarca, Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Svezia, durante le due sessioni dell’Organizzazioni Mondiali della Sanità tenutesi a maggio e a novembre del 2020 Taiwan non è stata accolta.

La partecipazione di Taiwan all’OMS incontra sempre ostacoli, negando a Taiwan l’accesso a tutte le importanti informazioni aggiornate sulle malattie oppure sulle misure di controllo delle frontiere da parte di altri paesi della regione. Inoltre, a Taiwan è negato l’accesso alle reti di laboratori relativi al COVID-19 dell’OMS e le sue richieste di partecipazione alle riunioni tecniche dell’OMS sono sempre ignorate e/o rifiutate.

Questo iniquo trattamento non è solo dannoso per i diritti fondamentali alla salute dei 23.5 milioni di cittadini taiwanesi, ma crea anche una pericolosa spaccatura nella rete globale di prevenzione delle malattie.

All’unanimità la 73ª Assemblea Mondiale della Sanità ha dichiarato che il 2021 sarà l’Anno Internazionale della Salute e dei Lavoratori Sanitari quindi ci auspichiamo che Taiwan partecipi giustamente all’Organizzazione Mondiale della Sanità e che sia inclusa pienamente nelle riunioni, nei meccanismi e nelle attività dell’OMS, che sarebbe nell’interesse di tutte le parti, in modo che veramente questo anno sia l’Anno Internazionale della Salute e l’anno in cui tutti insieme potremmo sconfiggere questa brutale pandemia.
Il “modello di Taiwan” nella lotta al COVID-19

Shortlink:https://bit.ly/3fWB2jy

TAGS