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Il Green Pass divide anche le istituzioni europee

Parlamento e Consiglio Ue non divisi anche sul nome del certificato

Il Green Pass divide anche le istituzioni europee

Il Green Pass divide anche le istituzioni europee
l pass vaccinale divide l’Italia così come il green pass divide le Istituzioni europee. Il Parlamento europeo e il Consiglio Ue sono ancora molto distanti dal trovare un accordo e dare il via libera al certificato verde digitale. A quanto apprende Policy Europe da fonti diplomatiche il negoziato tra le tre istituzioni Ue, che si è concluso ieri sera, ha lasciato aperte importanti questioni come prezzo dei test, ulteriori misure restrittive e un eventuale periodo transitorio per l’applicazione del certificato.

L’obiettivo di Parlamento e Consiglio resta quello di chiudere il prima possibile, forse martedì 18 maggio in mattinata. Sui test Covid, che il Parlamento vorrebbe fossero gratuiti, il Consiglio Ue potrebbe proporre di inserire una formula per richiamare il concetto di accessibilità. Restano ad appannaggio dei singoli Stati membri la reintroduzione di restrizioni o divieti, come ad esempio la quarantena all’arrivo.

Un richiamo potrebbe essere fatto alla proporzionalità delle misure che potrebbero essere reintrodotte, qualora la situazione epidemilogica dovesse peggiorare all’improvviso. Uno dei temi che ha fatto più discutere Parlamento europeo e Consiglio Ue è stato il periodo di transizione di 6 settimane, che il primo non vorrebbe assolutamente introdurre, mentre il secondo sì.

Le motivazioni dietro a questa proposta – spiega una fonte diplomatica – non riguardano l’entrata in vigore del regolamento, che rimarrebbe all’inizio dell’estate, ma la possibilità per quegli Stati membri che non sono ancora pronti ad andare avanti con il proprio green pass nazionale per un periodo transitorio fino a sei settimane.

Una possibilità che potrebbe favorire quegli Stati che non sono ancora pronti a livello tecnico o che hanno bisogno di più tempo a causa, per esempio, di un ordinamento federale. Infine, un aspetto minore ma su cui pure si dividono le posizioni delle istituzioni Ue è il nome da dare al certificato. Il Parlamento Ue – a quanto si apprende – vorrebbe chiamarlo “Certificato Ue Covid-19”, a fronte dell’attuale “Certificato verde digitale”.

Tante sono dunque le questioni ancora aperte su cui discuterà anche il comitato degli ambasciatori permanenti nell’Ue. In questa sede la presidenza portoghese del Consiglio

Ue raccoglierà le istanze degli altri Stati membri e proverà a buttare giù una serie di proposte di compromesso che saranno poi portate sul tavolo del roud negoziale, in programma per la settimana prossima.
Il Green Pass divide anche le istituzioni europee

Shortlink: https://bit.ly/33z7z8a

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