Il futuro della pubblicità è Invertising

Il futuro della pubblicità è Invertising

Il ciclone della pandemia ha travolto anche la comunicazione. Empatia e sostenibilità nuovi must

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Il futuro della pubblicità è Invertising
Il ciclone di questa pandemia si è abbattuto inaspettato e rompendo ogni argine.

Siamo stati all’inizio tutti increduli e abbiamo fatto i conti con un nuovo modo di affrontare la vita affidandoci alla Scienza. Molte delle nostre abitudini sono cambiate: il lavoro da casa. Abbiamo potenziato nel giro di pochi mesi tutte le nostre conoscenze informatiche.

Per forza. La didattica a distanza per i nostri figli e l’home banking per i nostri genitori o nonni che non potevano più andare in filiale a fare movimentazioni di cassa. Le campagne pubblicitarie hanno dovuto fare inversione di marcia adattandosi alle nuove circostanze.

Molte aziende, quelle sopravvissute, si stanno domandando: come e cosa comunichiamo?

Dai bagliori ci si deve concentrare sui valori. Le regole sono: empatia, condivisione, marchio a senso civico.

La sostenibilità ambientale ad esempio, non basterà usarla come parolina dolce da stampare sulle confezioni, ma diventa oggi una precondizione fondamentale. Impatto sulla collettività consapevolezza e attenzione agli sprechi. Se prima il comandamento del marketing era “correre” siamo piombati nel #iorestoacasa. Attenzione verso il tuo pubblico. Semplici, diretti, vicini alle persone. L’Advertising si trasforma e cambia direzione, il suo senso di marcia.

E secondo Paolo Iabichino (ex direttore creativo di Ogilvy Italia) che ha scritto un libro: “ Invertising” ed. Guerini & Associati, la pubblicità potrà tornare come un servizio di bonifica prezioso, attivo, credibile, affidabile. Pensare cosa dire, pensare cosa dare.
Il futuro della pubblicità è Invertising

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