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Il Cile scrive il suo futuro con la nuova Costituzione

Storica consultazione popolare del paese andino, al via i lavori della nuova Assemblea Costituente

Il Cile scrive il suo futuro con la nuova Costituzione

Il Cile scrive il suo futuro con la nuova Costituzione
Lo scorso sabato e domenica si è votato in Cile per formare l’Assemblea costituente e per nominare consiglieri comunali, nonché, per la prima volta governatori regionali. Ma soffermiamoci sul voto più importante: l’Assemblea costituente, che dovrà in nove mesi riscrivere la obsoleta costituzione, ed indire un referendum per la sua approvazione.

Al termine di due giorni di votazioni, l’opposizione di sinistra ha conquistato in Cile la maggioranza dei 155 seggi dell’Assemblea costituente, chiamata, ribadiamo, per redigere la nuova Costituzione che metterà fine a quella imposta durante la dittatura del generale Augusto Pinochet, attualmente in vigore.

Oltre i partiti tradizionali, nella nuova assemblea faranno parte 17 esponenti delle comunità indigene. La rappresentanza più cospicua è quella degli indipendenti: 46 eletti tra attori, scrittori, insegnanti, assistenti sociali, avvocati, molti dei quali avevano partecipato alla più grande rivolta sociale degli ultimi decenni, iniziata nell’ottobre 2019, per chiedere una società più giusta ed equa e soppiantare i partiti tradizionali.

La modifica dell’attuale legge, che limita fortemente l’azione statale e promuove l’attività privata in tutti i settori, comprese l’istruzione, la sanità e le pensioni, è vista come la rimozione di un ostacolo chiave per profonde riforme sociali in uno dei paesi con le maggiori disuguaglianze di tutta l’America latina. La nuova Costituzione dovrà essere approvata o respinta nel 2022 da un referendum obbligatorio.

Come sempre l’astensionismo la fa da padrone, infatti hanno votato solo il 38,6% della popolazione attiva, ossia quasi 6 milioni su 15 milioni aventi diritto.

L’astensione ha molte spiegazioni, ma la principale è la sfiducia endemica di una parte di cileni, infatti molti non credono che l’elezione porterà un vero rinnovamento.

L’elezione dei costituenti non garantisce che la Magna Carta cambierà. In primo luogo, non esiste un accordo generale sulle modifiche da apportare. Mentre i gruppi di attivisti si mobilitano per l’uguaglianza di genere, la protezione dell’ambiente, la difesa delle popolazioni indigene; I conservatori sperano di mantenere un settore privato dominante per avere un blocco legislativo a loro favore.

La legislazione cilena prevede per l’approvazione di qualsiasi cambio o nuova legge i due terzi del parlamento, il che significa che molte questioni non potranno essere affrontate o non saranno affrontate nel modo in cui molti settori si aspetterebbero.

Infine, il documento che si redigerà fra nove mesi non è quello definitivo. Dovrà passare attraverso un voto pubblico a metà del 2022 e, se i cileni lo respingeranno, l’attuale costituzione rimarrà in vigore.
Il Cile scrive il suo futuro con la nuova Costituzione

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