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Il cerino della crisi nelle mani di Conte e Letta

Da domani Stefano Bonaccini lavorerà per diventare segretario dem e Giulio Tremonti potrebbe iniziare a scrivere la finanziaria da presentare in ottobre

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Il cerino della crisi, al di là del voto in Senato, resta e resterà nelle mani di chi lo ha acceso: Giuseppe Conte, con la complicità di Enrico Letta che lo ha cocciutamente sostenuto in questo suo primo anno di segreteria dem. Non prendere atto di questa evidenza politica significa continuare a non spiegare dove inizia il punto di rottura che poi si è follemente consumato nelle ultime ore. Il primo patto si è rotto, come ha detto il premier nei suoi interventi, perché Conte ha deciso di strappare adesso.

Alfa crisi

L’alfa di questa situazione va ritrovata nelle parole del sociologo De Masi sul triangolo Draghi-Letta-Conte pronunciate quando era in corso un delicatissimo vertice internazionale a Madrid. Lì nasce la crisi e lì nasce la fine del patto di fiducia che aveva portato alla creazione di un governo di unità nazionale: Draghi o non Draghi.

Crisi che, progressivamente, col passare delle ore si è trasformata in un deterioramento delle posizioni iniziali, fino al voto del Senato. E’ chiaro che a questo punto si concede su un piatto d’argento al centrodestra la possibilità di andare uniti ad elezioni e di vincerle, dando per giunta la colpa al M5s. Da domani è ipotizzabile pensare che da un lato Stefano Bonaccini chiederà la testa di Letta al Nazareno e che Giulio Tremonti inizierà a scrivere la finanziaria da presentare in ottobre.

Cdx

Questa la posizione del centrodestra nuovamente unito grazie al fatto che Silvio Berlusconi ha capito, prima di altri, dove stava andando la marea: “Forza Italia, Lega, UDC e Noi con l’Italia hanno accolto con grande stupore la decisione del presidente del consiglio Mario Draghi di porre la questione di fiducia sulla risoluzione presentata da un senatore – Pierferdinando Casini – eletto dalla sinistra. Il presidente Silvio Berlusconi questa mattina aveva comunicato personalmente al Capo dello Stato Sergio Mattarella e al presidente del consiglio Mario Draghi la disponibilità del centrodestra di governo a sostenere la nascita di un esecutivo da lui guidato e fondato sul nuovo patto che proprio Mario Draghi ha proposto in Parlamento. La nostra disponibilità è stata confermata e ufficializzata nella proposta di risoluzione presentata dal centrodestra di governo in Senato”.

@L_Argomento

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