Economia

Green e digital, le parole megatrend

Rapporto Italia di Eurispes: il cambiamento del mondo del lavoro trascina le tendenze del futuro

Green e digital, le parole megatrend
In due anni di pandemia il mondo è cambiato come in cinque anni. Il cambiamento a cui stiamo assistendo ormai da tempo riguarda ambiti molteplici del mercato del lavoro, quali la tipologia contrattuale (la progressiva diminuzione dei tradizionali contratti a tempo indeterminato a favore di forme contrattuali alternative), lo skill mix dei lavoratori (il cambiamento nella domanda di competenze) e le caratteristiche delle professioni, con la nascita di nuovi lavori e la trasformazione o la scomparsa di quelli esistenti.

È quanto si legge nel Rapporto Italia dell’Eurispes. Complessivamente, la letteratura identifica alcuni grandi fattori di cambiamento (detti comunemente megatrend), quali: la digitalizzazione e il progresso tecnologico; la globalizzazione; l’invecchiamento della popolazione; la transizione verso la green economy. Il primo fattore è legato all’applicazione al settore produttivo della ‘rivoluzione digitale’.

Non si tratta solo delle tecnologie legate alla cosiddetta industria 4.0 e all’impiego di robot in sostituzione del lavoro manuale, ma anche dello sviluppo dell’intelligenza artificiale e delle implicazioni che ha per il mondo dei servizi, coinvolgendo professioni che sino a pochi anni fa sembravano immuni alla minaccia tecnologica. Il secondo fattore, la globalizzazione, nell’ambito produttivo ha accentuato i processi di localizzazione, quali outsourcing e offshoring con la nascita della cosiddetta global value chain.

Nel mercato del lavoro ne è conseguita una diversa domanda di competenze nelle varie fasi del processo di produzione, generalmente tradotta in maggior domanda di low skill nei paesi meno avanzati, dove vengono localizzate le attività a minore valore aggiunto, e una maggiore domanda di high skill nei paesi più avanzati, dove tendono a concentrarsi le attività a maggior valore aggiunto. 

Quanto all’invecchiamento della popolazione in molti dei paesi occidentali, esso ha effetti che vanno al di là della sostenibilità dei sistemi pensionistici e che investono direttamente il mercato del lavoro. In primo luogo, il fatto che le persone siano destinate a lavorare più a lungo solleva il problema di come prevenire l’obsolescenza delle competenze.

In secondo luogo, l’invecchiamento della popolazione crea esso stesso una domanda di alcune specifiche competenze come quelle legate alle attività di cura e riabilitazione, ma anche di uso del tempo libero, alla produzione di sussidi e via dicendo. Inoltre, il potente impatto che il cambiamento climatico ha sulle società avanzate e la crescente attenzione ai temi della sostenibilità ambientale, supportata da notevoli programmi di investimento (si pensi, ad esempio, al ‘green deal’ europeo), favoriranno da una parte la nascita di nuove occupazioni, dall’altra lo sviluppo di competenze green che saranno richieste in modo trasversale da molte occupazioni. L’impatto di questi megatrend sul mercato del lavoro agisce su due livelli.

Un primo livello ha a che fare con la creazione e la distruzione di posti di lavoro. Tutti i fenomeni sopra descritti hanno l’effetto di contribuire sia alla scomparsa di alcuni lavori, sia alla creazione di nuove professioni.

Così come i robot svolgono mansioni sempre più sofisticate, e pertanto in grado di sostituire l’uomo, la tecnologia consente lo sviluppo di nuovi lavori che non esistevano sino a pochi anni fa (si pensi, ad esempio, ai lavori connessi al settore della cyber-security e, in generale, a tutto quanto riguarda la tumultuosa evoluzione dei social media o dei videogiochi).
Green e digital, le parole megatrend

Shortlink:  https://bit.ly/3wDWW0a

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