Gli atleti che insegnano la resilienza

Gli atleti che insegnano la resilienza

Gianni Riotta da Tokyo: “Nonostante l’atmosfera surreale di queste Olimpiadi, l’aspetto agonistico continua a farci sperare”

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Gli atleti che insegnano la resilienza
L’Argomento ha raggiunto le Olimpiadi di Tokyo 2020 grazie a un inviato speciale, l’ex Direttore Rai Gianni Riotta, già alla sua quinta Olimpiade da cronista. Una Olimpiade che il giornalista ha trovato diversa dalle precedenti, per più di una ragione.

Qual è stata la tua prima impressione ?

La prima impressione è che sono ‘Olimpiadi con il Covid’, perché si svolgono senza il pubblico e senza i tifosi. Infatti, rispetto alle altre che ho seguito in presenza – Londra, Atlanta, Barcellona e Rio – dove c’erano sempre code fantastiche di tifosi; battaglie (in senso positivo, ndr) per arrivare in tribuna stampa, e code fantastiche per la metropolitana, qui ci siamo solo noi cronisti. Insomma, le Olimpiadi senza pubblico è la prima cosa che colpisce.

Come le è sembrato l’umore del Presidente del Coni Giovanni Malagò?

Espansivo com’è, vorrebbe sempre andare ad abbracciare i vincitori, e soffre del fatto di non poter fare festa circondato dalla folla dei tifosi. E’ però molto soddisfatto e ha letteralmente perso la testa per la gioia del doppio oro italiano di domenica: per i 100 metri – il primo nella storia dell’Italia alle Olimpiadi – di Marcell Jacobs, e per il salto in alto di Gianmarco Tamberi, che hanno fatto onore all’Italia.

Così è stato ripagato del fatto che i Giochi Olimpici non si sono tenuti in Italia.

Quella è stata una scelta italiana iniziata col Governo Monti e portata avanti dalla sindaca Virginia Raggi. Si è deciso per le Olimpiadi Invernali Cortina Milano del 2026. Guardiamo al futuro.

Anche ieri abbiamo portato a casa un oro.

Sì, abbiamo avuto l’oro nella vela, ed è stato bello anche perché è la prima volta che a vincere è una coppia mista. Ed è anche la prima volta che si presenta una barca a vela italiana con equipaggio misto.

Nel ciclismo su pista, il quartetto azzurro ha aggiornato il record del mondo.

Sì, aggiudicandosi così la finale, che si terrà oggi alle 11. L’argento è certo per la specialità nell’inseguimento a squadre, però contro di noi c’è la Danimarca che è una squadra formidabile

Il quartetto azzurro è guidato da Filippo Ganna, che potrebbe fare molto, appunto.

Altre impressioni sulla XXXII edizione?

L’aspetto agonistico fa da traino all’aspetto umano, che purtroppo a causa della pandemia è sacrificato anche a Tokyo. Lo sport, grazie alla forza degli atleti che hanno dimostrato di non mollare mai, ci dà speranza.
Gli atleti che insegnano la resilienza

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