Giustizia: Azione, 30mila innocenti in carcere dal ’92, vergogna

Giustizia: Azione, 30mila innocenti in carcere dal ’92, vergogna

46 milioni di euro come risarcimento per ingiusta detenzione, dei tanti errori giudiziari i magistrati non rispondono mai

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Giustizia: Azione, 30mila innocenti in carcere dal ’92, vergogna
Se la giustizia lenta costa tanto, quella sbagliata costa troppo. In termini di dignità delle vite umane ma anche economici. Strettamente economici. Perché i magistrati sbagliano, e non così di rado. Ma non pagano mai per i loro errori: per loro paga lo Stato, con i soldi di noi contribuenti.

Un medico sbaglia l’intervento? Gli si fa causa. Un giornalista scrive il falso? Va sotto processo. Un architetto commette un errore strutturale? Citato per danni, può rimetterci il suo patrimonio personale. E così via.

La regola vale per tutti, ma non per i magistrati. Molti di coloro che hanno commesso gravi e vistosi errori hanno poi fatto importanti carriere. E mai hanno rimesso un euro di tasca propria. Perché noi paghiamo per loro. Quanto? Ce lo dice una nota di Enrico Costa, deputato e responsabile giustizia di Azione: “Nel 2020 l’Italia ha speso 46 milioni di euro per le ingiuste detenzioni e per gli errori giudiziari. Persone arrestate per sbaglio, innocenti”. Costa ha commentato i dati relativi al 2020, analizzati insieme all’associazione errorigiudiziari.com.

“Dal 1992 al 31 dicembre 2020 le persone indennizzate sono state circa 30.000, per un totale di 870 milioni di euro.

A pagare è solo lo Stato: chi ha sbagliato continua indisturbato la sua carriera. Per questo la prossima settimana sarà discussa alla Camera la mia proposta di legge che prevede che il provvedimento che riconosce la riparazione per ingiusta detenzione sia trasmesso automaticamente al titolare dell’azione disciplinare per le valutazioni di competenza. Inoltre si introduce una nuova e specifica ipotesi di responsabilità disciplinare per ‘chi abbia concorso, per negligenza o superficialità, anche attraverso la richiesta di applicazione della misura della custodia cautelare, all’adozione di provvedimenti di restrizione della libertà personale per i quali sia stata disposta la riparazione per ingiusta detenzione'”, afferma Costa.
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