Giovanni Malagodi preveggente, a 30 anni dalla sua scomparsa

Giovanni Malagodi preveggente, a 30 anni dalla sua scomparsa

Attualità del pensiero politico del padre nobile del liberalismo italiano

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Giovanni Malagodi preveggente, a 30 anni dalla sua scomparsa
Sono trascorsi 30 anni dalla morte di Giovanni Malagodi e questa ricorrenza è l’occasione per riflettere sul suo percorso politico e su quanto il suo pensiero sia più che mai attuale nel difficile momento che stiamo attraversando.

Come ho già avuto occasione di scrivere in altri miei articoli, uno dei caratteri più identificativi della figura di Malagodi era la sua lungimiranza. La sua intelligenza fuori dal comune e la sua sconfinata cultura lo portavano spesso a prevedere con enorme anticipo scenari che poi si sarebbero puntualmente materializzati. Era come qualcuno che dall’alto di una montagna vede tutto il percorso di un fiume nella valle sottostante contrariamente a chi, sull’argine, vede solo il tratto che gli è davanti.

Un esempio della sua “preveggenza” è presente nel primo discorso pubblico da lui pronunciato a Roma all’Associazione bancaria nel 1949. In esso troviamo l’affermazione che per liberalizzare il commercio in Europa e per avere un’economia europea, sarebbe stata necessaria una moneta comune e quindi un governo comune.

L’europeismo profondo e convinto e la dimensione internazionale del suo pensiero e del suo agire politico sono tra i tratti più significativi dell’eredità che Giovanni Malagodi ci ha trasmesso e con la quale, oggi più che mai, dobbiamo confrontarci.

D’altra parte la sua formazione culturale lo portava inevitabilmente ad elevarsi al di sopra dell’orizzonte politico di un singolo Paese e fu proprio nella grande cornice dell’Internazionale Liberale che più si è affermato il suo pensiero e il suo insegnamento.

Basti pensare all’eurocentrismo del documento costitutivo dell’Internazionale, Oxford 1947, all’Oxford del 1967, scritto da Malagodi, o ancora all’Appello di Roma del 1981 che delineava il ruolo del liberalismo in un mondo globale.

L’attualità di quest’ultimo è proprio nell’elenco delle sfide alle quali il liberalismo era ed è tenuto a fornire adeguate risposte. Al primo posto troviamo la necessità di colmare il fossato tra i paesi del Sud povero e quelli del Nord ricco e l’esigenza di realizzare dei sistemi di governo democratici, rispettosi dei diritti umani.

Vi si legge che “dinanzi agli effetti sempre maggiori delle sconvolgenti novità in cui il liberalismo ha avuto una parte decisiva che hanno modificato fondamentalmente il concetto dell’uomo, dello Stato, della scienza e della tecnologia, della politica e dell’economia … facciamo appello agli uomini e alle donne di tutti i paesi che ripongono le loro speranze nella libertà, affinché si assumano con rinnovata fede e comprensione il grande compito di assicurare la sopravvivenza e la forza della società libera, dimostrando la sua capacità unica di rivolgere al servizio dell’umanità le nuove forze che sono cresciute ed emerse e di soddisfare, attraverso la libertà, le necessità spirituali e materiali dei popoli del mondo”.

In questo richiamo alla responsabilità individuale troviamo l’essenza del pensiero politico liberale di Giovanni Malagodi, ma anche la sua innegabile attualità.
Giovanni Malagodi preveggente, a 30 anni dalla sua scomparsa

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