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Germania, la Spd sorpassa i Verdi

Scholz stacca i rivali. Trema la Cdu

Germania, la Spd sorpassa i Verdi
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Germania, la Spd sorpassa i Verdi
Che i conservatori tedeschi tremino all’idea di perdere la cancelleria, in questi giorni, è innegabile. Ma da oggi in Germania aumenta anche il disagio dei verdi: i socialdemocratici li hanno infatti sorpassati, piazzandosi per la prima volta dopo moltissimi mesi di nuovo al secondo posto, fra i partiti in Germania. É il sondaggio Forsa ad attribuire un 21% di preferenze all’SPD, che conquista due punti rispetto alla settimana scorsa, e che in questo modo supera i Verdi al 19 (-1). Si ferma il calo di consensi dell’Unione (Cdu-Csu) dati in una situazione di stallo a un magro 23%.

“Non commento né i sondaggi positivi né quelli negativi, sono in campagna elettorale”, ha affermato il candidato del partito di Angela Merkel, Armin Laschet, il quale continua a ostentare disinvoltura, e non vede alcun motivo di farsi da parte. “Cdu e Csu hanno scelto in modo chiaro”, ha aggiunto, liquidando chi al suo posto, anche dentro il partito, vorrebbe vedere il bavarese della Csu, Markus Soeder, ritenuto da molti l’unica salvezza della partita per il post Merkel.

I consensi personali del governatore del Nordreno-Vestfalia sono, a poche settimane dal voto del 26 settembre, addirittura imbarazzanti: se i tedeschi dovessero votare direttamente per il cancelliere, Laschet raccoglierebbe soltanto il 12% delle preferenze. Ad abbattere un seguito già poco entusiasta, furono le risatine alle spalle del presidente Steinmeier, durante le parole di cordoglio per le tante vittime delle alluvioni di fine luglio. Un gesto che nonostante le scuse, gli elettori non gli hanno più perdonato.

Laschet è seguito a stretto giro da Annalena Baerbock, la verde pure precipitata al 15%, dopo le polemiche sul libro plagiato. In questo contesto, approfitta della debolezza degli avversari il vicecancelliere Olaf Scholz, preferito dal 29% del campione. La novità di questo rilevamento è che, stando a questi numeri, attualmente, gli ecologisti non potrebbero più nominare il successore di Angela Merkel.

Possibili sono le coalizioni “Deutschland”, fra Unione, Spd e Liberali; la cosiddetta Jamaika, fra Unione Verdi e Liberali; e il semaforo, Spd Verdi e Liberali, e anche quella rosso-rosso-verde con la Linke, che ha meno chance. I primi tre scenari che vedono necessario un accordo con il partito di Christian Lindner, in buona salute al 12%. Lui, il capo dell’FDP che fece saltare il tavolo delle trattative quattro anni fa, con un gesto che gli procurò molte inimicizie, ha già detto di essere più propenso ad allearsi con i conservatori.

Intanto, sulle ultime battute dell’era Merkel, in Germania, si sta abbattendo lo sconcerto generale per il disastro afghano. E anche questo potrebbe avere un peso: nel mirino delle critiche ci sono da giorni i ministri della Difesa e degli Esteri, Annegret KRamp Karrenbauer (Cdu) e Heiko Maas (Spd), che avrebbero agito troppo tardi sul fronte dell’evacuazione.

L’opposizione ne sta approfittando per attaccare a muso duro: “Merkel ha fatto quello che le riesce meglio: niente”, il giudizio del verde Robert Habeck. Proprio lui però è fra quanti al momento si mangiano le mani: la forza di Scholz, ha decretato un analista politico dicendo quello che è chiaro a tutti, “è dovuta esclusivamente al fatto che Unione e Verdi abbiano puntato su candidati di seconda scelta”. Cambi in corsa, che non si possono escludere, non sono al momento in vista.
Germania, la Spd sorpassa i Verdi

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