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Internazionale

Gas, è fuori tempo massimo il (quasi) mea culpa di Merkel

L’ex cancelliera si giustifica: “Non credevo nel cambiamento attraverso il commercio, ma nella connessione attraverso il commercio”. Ma l’Ue di oggi è figlia delle sue politiche energetiche

ANGELA MERKEL CON MARIO DRAGHI

Non può essere sufficiente il quasi mea culpa dell’ex cancelliera tedesca Angela Merkel sulle strategie che hanno portato l’Europa ad essere completamente dipendente dal gas russo, perché l’Ue di oggi è figlia delle sue politiche energetiche. Si è trattato semplicemente di scelte precise, che però hanno avuto e stanno avendo conseguenze altrettanto precise.

Merkel

“Non credevo nel cambiamento attraverso il commercio, ma nella connessione attraverso il commercio”, dice l’ex cancelliera, riferendosi ai rapporti con Mosca. Ma è un fatto oggettivo che all’indomani dell’invasione russa della Crimea i flussi di gas dalla Russia all’Europa si sono moltiplicati, nonostante fosse evidente a tutti che il piglio dell’azione putiniana sulla penisola nel mar Nero potesse in qualche modo essere replicata altrove.

Merkel però mostra ingenuità quando osserva che la Russia ha poi attaccato l’Ucraina il 24 febbraio, quando il gas non scorreva ancora attraverso il Nord Stream 2 . “In questo senso, il gas non era un’arma”, ha sottolineato forse diplomaticamente per distaccarsi da decisioni che invece portano la sua firma. Da mesi era noto a tutti cosa sarebbe accaduto al confine tra Russia e Ucraina.

Dal gas alle batterie

Il paradosso è che adesso l’Europa intera si trova dinanzi ad uno scenario simile a quello del 2014: ieri il gas e oggi le batterie. Come è noto la Cina ha sostanzialmente il monopolio mondiale del litio, anche grazie a politiche avviate un lustro fa, come dimostrano gli investimenti di Pechino in Argentina, Bolivia e Perù, che da sole contengono il 56% delle risorse mondiali. Non comprendere questo passaggio equivale a mettere l’Europa nuovamente in una posizione di svantaggio rispetto ad un’esigenza, quella delle auto elettriche, che sta prendendo piede e su cui l’Ue ha posto la time line del 2035.

@L_Argomento

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