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Franco debutta a Camere, attese su governance Recovery

Il ministro dell’Economia debutta a Camere, attese su governance Recovery

Franco debutta a Camere, attese su governance Recovery.
È un debutto parlamentare in un clima surriscaldato dalle polemiche quello cui si prepara il ministro dell’economia Daniele Franco.

Il neotitolare del Tesoro è atteso domani in commissione al Senato per essere ascoltato sul Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Ma più che sulle riforme del nuovo piano, che va presentato a Bruxelles per il 30 aprile, l’attenzione dei parlamentari sarà rivolta soprattutto al nodo della governance, con gli attesi chiarimenti dopo la notizia delle consulenze affidate a privati. Il ministro, atteso alle 10.30 davanti alle commissioni congiunte Bilancio, Finanze e Politiche Ue di Palazzo Madama e di Montecitorio (che nel pomeriggio sentiranno anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Vincenzo Amendola), dovrebbe fare il punto sul lavoro in corso per il perfezionamento, il completamento e la finalizzazione dei progetti.

Ma ad animare il dibattito, con l’opposizione pronta a chiedere chiarimenti, è il polverone alzato dalla decisione di affidare una consulenza alla multinazionale McKinsey, che tra l’altro non sarebbe l’unico colosso del settore al lavoro sul Pnrr (su temi che riguardano il piano italiano sono in campo anche Ernst&Young e Accenture).

Il Tesoro ha già chiarito, ed è probabilmente la posizione che Franco ribadirà ai senatori e ai deputati, che McKinsey, così come altre società, “non è coinvolta nella definizione dei progetti del Pnrr”, ma ha solo compiti di puro supporto: la governance resta “in capo” solo al Mef e alle amministrazioni competenti.

Ma è probabile che le richieste dei parlamentari si spingano a pretendere dal ministro che ora formalizzi la nuova governance, che come indicato fin da subito da Draghi, nel discorso per la fiducia, è incardinata al ministero dell’Economia con strettissimo coordinamento con i ministeri competenti (in particolare i dicasteri della Transizione ecologica e della Transizione digitale).

La strada potrebbe essere quella di mettere nero su bianco la governance, insieme ai progetti, nel nuovo piano, che potrebbe arrivare insieme al Def.

Rispetto al piano ereditato dal precedente governo, intanto, il Ministero delle infrastrutture e mobilità sostenibili si è già attivato sulle missioni di propria competenza “rifinendo” il lavoro già fatto, con fondi per infrastrutture e mobilita’ sostenibile che valgono complessivamente 48 miliardi.

Ma con un cambio di passo sostanziale, spiega il ministro Enrico Giovannini al Messaggero: i fondi devono essere impegnati e usati entro il 2026, quindi per quella data le opere vanno finite davvero.

Nel Pnrr troveranno spazio anche due miliardi aggiuntivi per gli asili nido che, spiega la viceministra dell’economia Laura Castelli, permetteranno di ampliare l’offerta per altri 400mila bambini.

Franco debutta a Camere, attese su governance Recovery.

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