Finalmente censurata la censura dei film

Finalmente censurata la censura dei film

Il governo pone fine all’attività della commissione per la censura sul cinema, era in piedi dal 1914

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Finalmente censurata la censura dei film
Il processo penale e il rogo di Ultimo Tango a Parigi nel 1976 (nonostante l’appello di Bertolucci all’allora presidente della Repubblica Leone, con la concessione di salvare solo tre copie in custodia alla Cineteca nazionale come ‘corpo del reato’) è la vicenda storica più eclatante ma non certo l’unica.

La cinematografia italiana conta decine e decine di casi di censura, tra cui il più recente Totò che visse due volte di Cipri’ e Maresco nel 1998. Dopo il niet a 274 film italiani, 130 americani e 321 da altri paesi su 34433 lungometraggi sottoposti a censura dal ’44 a oggi e 10092, ammessi dopo modifiche, ben un terzo del totale, secondo il censimento fatto in occasione della mostra permanente del Ministero della cultura, Cinecensura, tutto questo va in archivio.

Il ministro Dario Franceschini ha firmato il decreto che abolisce definitivamente la censura cinematografica, un provvedimento lungamente atteso, che accantona “quel sistema di controlli e interventi che consentiva ancora allo Stato di intervenire sulla libertà degli artisti”, come ha sottolineato.

Ed è istituita la Commissione per la classificazione delle opere cinematografiche presso la Direzione Generale Cinema del Ministero della Cultura con il compito di verificare la corretta classificazione delle opere cinematografiche da parte degli operatori.

Composta da 49 membri incluso il Presidente (è stato nominato il Presidente emerito del Consiglio di Stato, Alessandro Pajno), nel rispetto dell’equilibrio di genere, avrà durata di 3 anni e vedrà al suo interno sociologi, pedagogisti, psicologi, studiosi, esperti di cinema (critici, studiosi o autori), educatori, magistrati, avvocati, rappresentanti delle associazioni di genitori e persino di ambientalisti.

Per rendere più comprensibile la classificazione i materiali pubblicitari avranno icone indicanti la eventuale presenza dei contenuti ritenuti sensibili per la tutela dei minori, tra i quali violenza, sesso, uso di armi o turpiloquio.
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