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Filantropo o furbastro? Le sanzioni e Abramovich: è fuga dal Chelsea

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Il Chelsea Football Club è in vendita. Prezzo richiesto 3 miliardi di sterline, oltre 3 miliardi e mezzo di euro. La conferma arriva direttamente dal proprietario (ancora non si sa per quanto) Roman Abramovich, oligarca russo ritenuto vicino a Vladimir Putin.
Bye bye oligarchi
“Tutti gli utili” della cessione, al netto dei costi, “saranno interamente devoluti ad una fondazione di cui beneficeranno le vittime della guerra in Ucraina”, ha dichiarato il magnate.
Abramovich comprò il Chelsea nel 2003, con l’obiettivo di farne una delle squadre più forti d’Europa. La svolta arrivò nel 2004 quando, con l’arrivo del portoghese José Mourinho, il Club londinese vinse il suo primo campionato in 50 anni. Nel comunicato stampa in cui annuncia la propria decisione, Abramovich afferma che “è nel miglior interesse della società, dei tifosi, dei dipendenti, nonché degli sponsor e dei partner del Club”.
Filantropia
Una cessione, spiega il magnate, che “non sarà velocissima, ma seguirà il giusto processo. Non chiederò alcun prestito da rimborsare”. Perché “per me non si tratta mai di affari né di soldi, ma di pura passione per il calcio e per il Club”, ha chiosato il 55enne oligarca di Saratov.
Il portfolio di Roman
A Londra le malelingue fanno notare come la decisione di Abramovich di vendere il Chelsea e altre sue proprietà possa esser legata al timore di esser colpito da sanzioni da parte del governo britannico. Certo, il magnate non è stato ancora inserito nella “black list” di Londra e dell’Unione Europea ma gli occhi sono tutti puntati su di lui. Ecco perché, come scrive il Corriere della Sera, avrebbe messo in vendita anche la sua residenza di Kensington Palace Gardens, una magione di 15 stanze da letto valutata quasi 200 milioni di euro, oltre ad una casa di tre piani a Chelsea acquistata nel 2018 per circa 25 milioni di euro.
Negoziatore
Bisogna anche considerare, però, che il milionario russo, su richiesta di Kiev, è stato in Bielorussia per assistere nei negoziati tra Russia e Ucraina. “Il solo che abbia risposto e si sia reso disponibile a fare un tentativo” come mediatore fra il Cremlino e Kiev, ha dichiarato qualche giorno fa il produttore cinematografico ucraino Alexander Rodnyansky. E allora quando Abramovich conclude il comunicato stampa sulla decisione di vendere il Chelsea sottolineando che si è trattato di “una decisione incredibilmente difficile da prendere e che mi addolora” non sono soltanto parole di circostanza ma forse, anche gli oligarchi di Putin, hanno un cuore.
@L_Argomento

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