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Faida a Cinque Stelle: ultimatum di Crimi a Rousseau

Ma Casaleggio fa spallucce opponendo un alibi: sono stati chiesti anche da curatore speciale

Faida a Cinque Stelle: ultimatum di Crimi a Rousseau

Faida a Cinque Stelle: ultimatum di Crimi a Rousseau
La ‘storia d’amore’ tra M5S e Rousseau sta finendo peggio del previsto. Gli stracci sono volati da tempo, ormai le schermaglie sono diventate una vera e propria battaglia, politica ma soprattutto di carte bollate. La vicenda è surreale: da almeno un paio di settimane il leader in pectore, Giuseppe Conte, ripete che Statuto, Carta dei valori e nuova piattaforma del suo ‘neo Movimento’ sono pronti.

La rifondazione doveva partire ai primi di maggio, poi la data è slittata e la deadline al massimo entro la fine del mese. Quello che manca è la lista degli iscritti, conservata nei server dell’associazione guidata da Davide Casaleggio. Che aspetta di capire di chi è il legale rappresentante del M5S prima di consegnare i dati.

Una presa di posizione che proprio non va giù ai Cinquestelle, al punto che il capo politico reggente ha deciso di diffidare Rousseau “ad astenersi da qualsiasi trattamento dei dati degli iscritti, che non sia finalizzato alla consegna dei medesimi dati al Movimento entro 5 giorni”.

L’anticipazione è pubblicata dal ‘Fatto quotidiano‘, nella sua versione online. Allo stesso tempo, l’ex vice ministro dell’Interno ha spedito la stessa diffida anche al Garante della Privacy, specificando che “qualsiasi diversa attività di trattamento lo espone alle conseguenze previste dalla legge per i trattamenti illegittimi dei dati”. Una mossa che in tanti, nelle truppe pentastellate, aspettavano da tempo.

La replica di Rousseau, però, è disarmante. “Abbiamo ricevuto la richiesta di trasferimento di dati dall’ex capo politico reggente del Movimento 5 Stelle in data 12 maggio 2021, successivamente ad una richiesta simile effettuata da parte del curatore del Movimento 5Stelle nominato dal Tribunale di Cagliari, l’avvocato Silvio Demurtas che in data 10 maggio 2021 ci ha anche invitato a indire la votazione del Comitato direttivo”. Il braccio di ferro, di fatto, si allarga pericolosamente.

“Ad oggi sono quindi almeno due le persone a reclamare la legittimità di un eventuale trasferimento dei dati degli iscritti del Movimento 5 Stelle e dunque la rappresentanza legale”, sottolinea l’associazione guidata da Casaleggio.

Che non ha nessuna fretta: “È quindi ancor più necessario, per sedersi al tavolo, definire innanzitutto chi sia l’interlocutore con il quale Rousseau potrà affrontare tutte le questioni che è necessario dirimere: come il trattamento dei dati degli iscritti, le modalità per saldare il cospicuo debito del Movimento 5 Stelle, la legittimità di eventuali decisioni ad esempio sul Trattamento Economico e sulle ultime espulsioni o la pubblicazione dei voti ricevuti dalle 30 persone che sono intervenute durante gli Stati Generali, ad oggi non pubblicate dopo 6 mesi così come tutte le altre decisioni che saranno di sua competenza”.

Il rischio (altissimo) è di veder slittare ancora i tempi per l’avvio del nuovo progetto a guida Conte. Che deve già guardarsi il fianco dal ritorno sulla scena di ex ed espulsi, sempre più determinati a dar vita a un nuovo soggetto che, ovviamente, andrebbe a pescare consensi nella stessa area dei Cinquestelle.

Magari con il supporto di Rousseau, anche se per il momento tutto è in stand by. Non è sicuro che a capo di questa pattuglia ci sarà Alessandro Di Battista, che da domani tornerà sulla scena mediatica e politica per presentare il suo nuovo libro, ‘Contro’, edito da Paper First.

Nel volume spiega ampiamente le ragioni del suo dissenso rispetto a Mario Draghi, il suo governo e alcuni partiti della maggioranza che lo sostiene. Ma quello che potrebbe preoccupare l’ex premier – col quale Dibba garantisce che sarà “come sempre leale” – è il ventaglio di possibilità a cui il ‘pasionario’ non chiude la porta.

Tipo creare una forza politica tutta sua: “In questo momento della mia vita non sono convinto di dire no a prescindere, ma la verità è che non ci ho pensato”. Il suo animo, però, resta “grillino” e di sicuro non andrà in nessun altro partito. Uno spiraglio di luce, per Conte. Ma la faida è ancora lontana dall’essere risolta.
Faida a Cinque Stelle: ultimatum di Crimi a Rousseau

Shortlink: https://bit.ly/2RS9YIm

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