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Europa vs partiti: siamo alle solite, ma questa volta…

Pnrr, cronoprogramma e riforme da fare per avere la tranche di giugno. Anche se si tratta di prestiti, è davvero l’ultima occasione per l’Italia di assicurarsi un futuro. Non è una partita di giro, ma la battaglia della vita.

BANDIERA DELL'EUROPA, BANDIERA EUROPEA

Dopo il richiamo arrivato dal Presidente del Consiglio Mario Draghi, anche le raccomandazioni della Commissione Europea invitano ad accelerare sulla realizzazione ed approvazione degli step necessari all’attuazione dei 45 obiettivi di giugno del Pnrr ed in vista anche della scadenza della prossima tranche di dicembre.

Le raccomandazioni della UE

Nella giornata di ieri, il Commissario europeo Paolo Gentiloni, ha anticipato le raccomandazioni del pacchetto primavera del semestre europeo, che la UE declinerà oggi per l’Italia. Le dichiarazioni di Gentiloni hanno destato più di una critica, soprattutto per lo specifico degli interventi su cui si chiede un’accelerazione all’Italia. “Abbiamo rischi di crisi economica ma il sostegno per gli investimenti per l’espansione c’è ed è nel Pnrr. La cosa migliore per evitare questi rischi è applicare ciò che abbiamo deciso, sono piani molto importanti, coordinati, per raggiungere obiettivi integrati” ha dichiarato nella conferenza stampa di ieri. Gentiloni ha però cercato di operare un’analisi di dettaglio sulla situazione economica generale della Ue, ribadendo che a fronte della forte crescita dei prezzi e del probabile aumento dei tassi d’interesse annunciato dalla BCE, il rischio più immediato è la stagflazione, soprattutto per i paesi con debito pubblico più alto. Escludendo per ora la possibilità della creazione di nuovo debito comune, ma confermando la probabile sospensione del patto di stabilità per il 2023, la UE per l’Italia chiede un rallentamento della spesa corrente ed interventi sulla transizione ecologica, sul fisco, sulla giustizia e sui valori catastali.

Il cronoprogramma del Pnrr

La seconda tranche da 24 miliardi del Pnrr che dovrebbe arrivare a giugno, risponde alla realizzazione di 45 obiettivi, tra cui sostanziali il decreto sulla concorrenza, sul fisco e sulla transizione ecologica. Secondo il sito di monitoraggio Openpnrr della Fondazione Open Polis, sarebbero da avviare ancora 552 misure su 777 previste e solo 122 sono state completate.

Sul decreto concorrenza (uno degli obiettivi principali) Draghi ha già annunciato la fiducia, qualora entro il 31 maggio le forza politiche non trovassero un accordo, soprattutto sul provvedimento dei balneari. La realizzazione della riforma della giustizia, invece, che al 30 giugno da Piano doveva essere completata, è solo al 26,67%. Altra misura su occorre pienamente intervenire è la riforma fiscale, su cui la UE ha dato indicazione sia a livello di aliquote che a livello di valori catastali, con la richiesta del famoso adeguamento ai valori di mercato, su cui ampia battaglia FI e Lega avevano già dato in sede di approvazione delle riforma del catasto. Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Enrico Giovannini ha qualche giorno fa affermato che i tempi previsionali del cronoprogramma si stanno rispettando, soprattutto in ambito infrastrutture, tuttavia l’ultimatum di Draghi prima e la raccomandazioni UE dopo, fanno pensare che un rallentamento sia in atto e occorre contrastarlo.

L’importanza del Pnrr e le reazioni ai richiami della UE

L’importo complessivo del Pnrr è di 191,5 miliardi di euro che l’Italia integra con una quota di 30,6 miliardi di investimenti complementari. Si compone di 69 miliardi di somme a fondo perduto e 112,6 miliardi di prestiti che andranno restituiti. Si tratta del più grande pacchetto di aiuti di cui il nostro Paese può beneficiare e, indubbiamente, buona parte dell’ammodernamento e degli investimenti, che potranno aiutare la modernizzazione dell’Italia, passano dal Pnrr.

Tuttavia, le critiche allo strumento e all’impianto permangono, soprattutto per la componente dei prestiti. Nei giorni scorsi, ad esempio, l’AD di Webuild Pietro Salini, in un convegno sulle infrastrutture (alla presenza del ministro Giovannini) ha dichiarato, come riportato da SkyTg24, che il piano è: “uno strumento di finanziamento di cui solo 80 miliardi sono gratis. Il resto è debito, dev’essere restituito. Quindi deve produrre delle utilità altrimenti carichiamo sulla next generation un peso e non il futuro”. A Salini, Giovannini ha chiarito che il governo ha lavorato proprio per efficientare Next Generation Eu, con un lavoro “che ha consentito di aggiungere al Pnrr gli oltre 6 miliardi del Fondo sviluppo e coesione, così come i 15 miliardi per le strade perché come giustamente ha ricordato Salini nel Pnrr non c’erano i fondi. Non siamo stati lì ad aspettare Godot, nella Legge di Bilancio abbiamo integrato ciò di cui il Paese ha assoluto bisogno.”

La risposta politica più veemente indirizzata all’Europa è, però, quella del leader della Lega Matteo Salvini, che rialza gli scudi sul tema del catasto e delle tasse: “Niente pagelline, sappiamo governarci da soli. Se impongono l’aumento della tassa sulla casa si attaccano al tram. Io penso e spero che in tempi di pandemia e di guerra l’Unione Europea si occupi di pace e di lavoro, senza dare pagelline o fare richiamini burocratici”.

Pnrr, cronoprogramma e riforme da fare per avere la tranche di giugno. Anche se si tratta di prestiti, è davvero l’ultima occasione per l’Italia di assicurarsi un futuro. Non è una partita di giro, ma la battaglia della vita.

@L_Argomento

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