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Espropriare i brevetti dei vaccini, l’Italia ora ci pensa sul serio

l presidente Agcm, Rustichelli, illustra l’iter che con un Dpr consentirebbe di realizzare i vaccini in casa

Espropriare i brevetti dei vaccini, l’Italia ora ci pensa sul serio

Espropriare i brevetti dei vaccini, l’Italia ora ci pensa sul serio
Vaccini in ritardo. Consegne che saltano, forniture che si rimandano. La storia ormai la conosciamo e riguarda più di un fornitore.

Si fa largo la tentazione di produrre in Italia, nei suoi tanti centri di eccellenza, i vaccini che servono. Una proposta liberale, perché il mercato può e deve determinare non solo la domanda ma l’offerta.

”Esiste già oggi nel nostro ordinamento la possibilità giuridica di produrre vaccini, garantendo non solo la salute pubblica, ma anche l’uguaglianza nell’accesso ai vaccini previsto dall’articolo 3 della Costituzione”.

Così Roberto Rustichelli, presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, è intervenuto alla web conference ”Legalità e concorrenza per il futuro del Paese”, organizzata da Centromarca, parlando dell’esigenza di contemperare le istanze della libera concorrenza e la tutela dell’innovazione.

Il tema riguarda non solo i marchi, ma anche quello dei brevetti, come nel caso dei vaccini.

”Il nostro Codice della proprietà industriale, agli articoli 141 e 142 – ha spiegato Rustichelli – prevede la possibilità di un intervento rapido tramite Dpr con cui si espropria, per ragioni di pubblica utilità, la titolarità o l’uso del brevetto, dietro corresponsione di un congruo indennizzo.

Gli eventuali limiti, anche territoriali, possono essere superati attraverso il disposto dell’articolo 31 dell’accordo Trips (1994)”.
Espropriare i brevetti dei vaccini, l’Italia ora ci pensa sul serio

Shortlink:https://bit.ly/3gp2gjp

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