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Esplode la rabbia in Piazza Montecitorio, spuntano le corna di Capitol Hill

Il direttore de L’Argomento, Marco Montecchi, testimone oculare coinvolto negli incidenti a Roma

Espolode la rabbia in Piazza Montecitorio, spuntano le corna di Capitol Hill

Mi trovo bloccato a Montecitorio: tra trecento manifestanti che lanciano oggetti e fumogeni e la polizia che ogni tanto carica e ammanetta qualcuno.

Passavo per la piazza del Parlamento blindatissima per un appuntamento di lavoro. La polizia era più o meno quella di sempre: un presidio che conta una quindicina di agenti, giusto per tenere sott’occhio i ristoratori che avevano chiesto il permesso di manifestare. Ma la protesta è presto degenerata. I manifestanti sono tutti insofferenti per la prolungata chiusura sofferta; chi non ha garanzie non ha lavoro, non ha reddito, non ha dignità.

Molti tra quelli che vedo intorno a me non hanno più molto da perdere: la loro rabbia è quella di chi sta passando il peggior momento di tutta la vita. Qui chiedono tutti “Libertà”, “Basta chiusure”, “Fateci riaprire”.

Ma si sono aggiunti almeno duecento che ristoratori non sono: precari, lavoratori in nero, “invisibili” delle periferie che non percepiscono ristori. Ci sono gruppi spontanei, no-Mask, elementi della destra romana. Premono contro le transenne poste dalla polizia a guardia della piazza. Fronteggiano gli agenti, si fanno largo a suon di spintoni.

Gli agenti davanti a me contengono la reazione. Tre di loro sono contusi. Vola qualche oggetto, uno sgabello di plastica. Una carica di alleggerimento laterale provvede ai primi due fermi di polizia, ammanettati a terra alla sbrigativa.

Riesco a fotografarli da vicino. “Fateci entrare!” è il grido di battaglia. Arriva anche Vittorio Sgarbi, lo applaudono e lui improvvisa un discorso: “Ci chiudono, ci affamano. Se non si muore di Covid si muore di fame”. Rinascimento Italiano, spiegano, “Punta a rinascere.

E si fa interprete della rabbia di chi è ridotto sul lastrico. L’esasperazione di Conte prima e di Draghi poi porta la gente in strada, oggi”. È solo un segnale, forse. Ma non è estemporaneo. La sensazione è che la gente non tenga più, per molti la sopportazione è esaurita e la tenuta sociale è messa sempre più a dura prova. 

Shortlink:https://bit.ly/3mqlAxi
Espolode la rabbia in Piazza Montecitorio, spuntano le corna di Capitol Hill

 

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