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Politica

Ecco chi toglie il sonno a Letta, tra amministrative e politiche

Conte ‘Giano bifronte’, tra spese militari e imbarazzi internazionali: anche chi sosteneva l’ex premier sta facendo due passi indietro. Il Pd si interroga

GIUSEPPE CONTE PRESIDENTE M5S SULLO SCHERMO VLADIMIR PUTIN PRESIDENTE RUSSIA

Ha lanciato un allarme il segretario del Pd Enrico Letta, non si sa se rivolto solo alla destra oppure anche al fronte politico con cui è alleato alle amministrative (e in teoria anche alle politiche). Un segnale preciso che va nella direzione più volte intuita nelle ultime settimane. Che sia il tema delle spese militari o del catasto, la traccia non cambia: chi per proprio tornaconto elettorale punta a smontare sicurezze e giochi di squadra non è nelle grazie del Nazareno.

Imbarazzi

Gi imbarazzi per le capriole grilline non sono spuntati oggi, ma ben prima dei distinguo sulle spese militari. Il nodo rappresentato dal M5s è diventato ormai troppo stretto, per stessa ammissione di chi mesi fa stava lavorando per rafforzare Giuseppe Conte. Una consapevolezza che è mutata in buona parte del centrosinistra: la guerra in Ucraina e le posizioni sullo scacchiere internazionale hanno fatto il resto. Ma ci sono le amministrative da affrontare, passaggio non secondario nell’economia complessiva della segreteria Letta.

Bizantinismi

La guerra e le conseguenze geopolitiche anche in seno alla maggioranza hanno accelerato uno status, mettendo nero su bianco le differenze tra la spinta atlantista del premier, e quindi dell’intero Pd, e i bizantisimi del M5s contiano. Quando Mario Draghi dice che la partita del gas si risolve cercandone altrove (oggi è in visita in Algeria) non sceglie una soluzione di mezzo, come l’intera narrazione di Conte. Ma prende una posizione precisa che spiazza chi gioca di tattica, cercando di non perdere ulteriore terreno.

Giano

Ecco il punto centrale: quanto potrà permettersi Letta di proseguire con questo giano bifronte che da un lato è alleato del Pd (che a sua volta è pilastro della maggioranza atlantista di Draghi) e dall’altro sta picconando il futuro ruolo italiano nella Nato e nell’Ue? Inoltre andrebbe valutato quale sarà l’impatto della fazione che risponde a Di Maio all’interno di un eventuale scontro tra grillismi, al netto della mancata rielezione per la stragrande maggioranza degli attuali parlamentari.

@L_Argomento

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