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Internazionale

E’ la Cina (più che la Russia) il nuovo banco di prova dell’Ue

La palla passa a Bruxelles che questa volta, anche alla luce della nuova fase mondiale intrapresa dagli Usa, ovvero meno Europa e più Asia, deve raggiungere la maggiore età.

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Dopo il vertice Ue-Cina si moltiplicano le chiavi di lettura sulla postura che Pechino avrà sia con Mosca che con il blocco atlantico: se è vero come è vero che India e Cina non lasceranno la Russia isolata, anche per ragioni di carattere economico oltre che geopolitico, è di tutta evidenza che la mossa sta a Bruxelles che questa volta, anche alla luce della nuova fase mondiale intrapresa dagli Usa (ovvero meno Europa e più Asia), deve raggiungere la maggiore età.

Mappa Putin

La mappa asiatica di Putin è chiara: India e Cina sono i super players che lo affiancano e lo affiancheranno, anche se non all’infinito e non fino al punto di non ritorno. La bilancia dell’egemonia commerciale globale è ormai a quelle latitudini con buona pace di chi si illude ideologicamente di un ritorno tout court agli anni ’80. Il trend mondiale non potrà mutare nel breve periodo, anzi. La supremazia militare di Pechino si sta corroborando costantemente, anche per questa ragione l’Ue è corsa ai ripari con le recenti iniziative sulle spese militari.

Filo

Mosca inoltre tiene il filo sempre teso con l’America Latina e con Teheran, con cui condivide le scelte energetiche e nucleari, anche se l’incontro Putin-Bennett non è stato infruttuoso in questo senso. Tra l’altro sembra improbabile che la Russia si disimpegni dallo scenario siriano a causa della guerra in Ucraina, ma si apre un tema corposo relativamente a quanti soldati potrà mantenere a casa di Assad e quanti al confine con la Crimea.

Maggiore età

Tutte queste premesse putiniane sono quindi utili per ragionare su come l’Ue dovrà parlare con la Cina: senza complessi, ma realisticamente immaginando un dialogo e non un muro ideologico, non fosse altro che per pura utilità bivalente. Pechino non può fare a meno del mercato europeo, l’Ue in quanto entità bisognosa di raggiungere la maggiore età, deve smarcarsi da posture rigide e approcciarsi programmaticamente ma con una sola voce.

L’errore da evitare sarà quello commesso fino ad ora, dove ogni stato membro ha fatto la propria politica estera, senza un fil rouge comune. Se eurofederazione deve essere, allora che sia: con un primo ministro davvero tale e un ministro degli esteri all’altezza degli altri su scala mondiale.

@L_Argomento

(Foto: twitter profile Von der Layen)

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