Draghi vede il Papa, “grande feeling”

Draghi vede il Papa, “grande feeling”

Primo incontro da Capo del governo, secondo nella sua vita per Mario Draghi

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Draghi vede il Papa, “grande feeling”

Il premier Mario Draghi oggi ha avuto il primo incontro con Papa Francesco; il primo nella veste di capo del governo italiano, visto che si erano gia’ incontrati, quando era presidente della Banca Centrale Europea, nell’ottobre del 2013. Draghi era questa mattina in Vaticano per presenziare all’inaugurazione dell’anno giudiziario del tribunale della Santa Sede.

Ma l’evento e’ stato l’occasione per un primo breve faccia a faccia con il Pontefice, al termine dell’evento.

Il Presidente del Consiglio aveva partecipato prima alla Messa, celebrata dal cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, nella Cappella Paolina, presenti anche il presidente della Corte costituzionale, Giancarlo Coraggio, e il ministro della Giustizia, Marta Cartabia.

Poi un breve tour, riservato proprio al premier, nella Cappella Sistina, vuota di turisti a causa del lockdown. Un primo passo dunque in preparazione dell’udienza, del Papa al premier, che si dovrebbe tenere, in forma ufficiale, dopo Pasqua.

E’ nota la stima del Pontefice argentino per il Presidente del consiglio italiano che, nel luglio dell’anno scorso, aveva chiamato per ricoprire il ruolo di membro della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali.

Ma il nome di Draghi era più volte circolato Oltretevere per possibili incarichi di alto livello nelle strutture cardine della Santa Sede. E Francesco si e’ detto “grato” questa mattina per la presenza di Draghi all’inaugurazione dell’anno giudiziario.

Che ci sia un feeling tra il nuovo governo e la Chiesa è indubbio. Anche il segretario generale della Cei, mons. Stefano Russo, in questi giorni ha parlato di “collaborazione” con l’esecutivo e ha confermato che “il dialogo e’ in corso” non solo con Draghi ma anche con i ministri.

E il card. Parolin, dopo l’incontro per la celebrazione dei Patti Lateranensi, che si e’ tenuto a Palazzo Borromeo all’inizio di marzo, aveva fatto sapere di essere stato “colpito dalla sensibilita’ nei confronti della famiglia e dell’educazione, compresa la scuola cattolica”, da parte di Draghi e dei suoi ministri.

Anche da parte del premier c’e’ una certa consuetudine di rapporti con la Chiesa. Domenica scorsa era stato, in forma privata, in Vaticano per una visita alla basilica insieme alla moglie e martedi’ 23 marzo aveva voluto essere presente, nella chiesa di Santo Spirito in Sassia, ai funerali del padre gesuita Gian Paolo Salvini, ex direttore di Civilta’ Cattolica. L’occasione del primo incontro tra Draghi e il Papa e’ stata dunque l’inaugurazione dell’anno giudiziario in Vaticano.

Bergoglio ha puntato tutto il suo discorso sulla necessita’ di trasparenza nelle finanze. Dopo la vicenda del Palazzo di Londra, e il congedo ad uno dei cardinali che erano tra i suoi piu’ stretti collaboratori, Angelo Becciu, Francesco vuole che si volti davvero pagina e chiede “condotte irreprensibili” e una trasparenza nella gestione che sia “esemplare”.

Sottolinea la necessita’ di ulteriori riforme nell’ambito penale, maggiore cooperazione internazionale e a sorpresa annuncia che ci saranno modifiche nella normativa per mettere alle spalle privilegi del passato.

I processi in Vaticano dovranno svolgersi rispettando “l’uguaglianza tra tutti i membri della Chiesa e la loro pari dignità e posizione, senza privilegi risalenti nel tempo e non piu’ consoni alle responsabilita’ che a ciascuno competono nell’edificazione della Chiesa”, ha detto Francesco definendola una “esigenza prioritaria” di cui tenere conto adottando anche “opportune modifiche normative nel sistema processuale vigente”.

Per capire quale e’ l’obiettivo del Papa, basti ricordare che i cardinali oggi hanno l’immunita’: solo un collegio di cardinali, nominati dal Pontefice, puo’ interrogarli in un processo, per poi riferire al Papa stesso.
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