Connect with us

Hi, what are you looking for?

Politica

Draghi a Conte: vediamo il tuo bluff

MARIO DRAGHI
Conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri nella foto Mario Draghi (ROMA - 2022-06-30, Stefano Carofei) p.s. la foto e' utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e' stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate

Mario Draghi ha minimizzato il suo ritorno anticipato dal vertice Nato di Madrid, ha evidenziato gli sforzi ottenuti con i provvedimenti contro il caro energia, a favore di famiglie e imprese ed ha evidenziato i risultati ottenuti sul fronte Pnrr con il raggiungimento degli obiettivi di giugno, che permettono di accedere ad un’ulteriore tranche di fondi. Quando ha parlato di Conte, Grillo e M5S, però, è stato perentorio e definitivo.

Draghi e M5S

So che dicono che ci sarebbero dei riscontri oggettivi: bene, ma non li trovo. Ho chiesto di vederli. Li aspetto.” Così ha risposto ieri Draghi ad una domanda sul casus belli delle parole attribuitegli dal sociologo De Masi e amplificato dalle dichiarazioni di Conte e di esponenti del M5S.

Nelle parole del premier è chiaro il problema della stabilità di governo, ma è altresì manifesto che Draghi non è disposto ad assecondare i giochi di palazzo del M5S, ma nemmeno quelli di altri partiti. Cerca di chiudere in maniera diplomatica l’ultima sterile polemica che ha travolto il governo, ma trapela dalle sue parole insofferenza e stanchezza: Conte e il M5S hanno indotto il mondo politico e giornalistico a ritenere che si fosse di fronte ad una vera crisi di governo, adombrando un comportamento antidemocratico sulla persona di Mario Draghi. Il tutto mentre era in corso uno storico vertice Nato e in Italia si stava per mettere a punto una nuova manovra anti rincari.

Palazzo Chigi aveva smentito mercoledì sera (per qualcuno troppo tardivamente), Draghi poi ieri ha chiuso di netto la questione, mostrandosi persino stupito: “Non capisco perché sono stato tirato dentro questa faccenda”. Evidente che la comprensione c’è invece e tutta. Il premier sa che è stata ordita una trappola, un inciampo. All’interno del M5S c’è chi spinge per uscire dal governo, per il cosiddetto appoggio esterno, ma Draghi ha chiarito bene: “questo governo non esiste senza il Movimento Cinque Stelle”. E’ così la contromossa è servita, ma i malumori rimangono.

Conte, Salvini e Letta

Conte sembra davvero aver fatto tabula rasa intorno a sé, messo spalle al muro da Draghi e sempre meno tollerato da una parte dei suoi e dagli altri partiti e alleati.

Matteo Salvini, poi, minaccia fuoco e fiamme contro ius scholae e cannabis. Ma sono minacce che in fondo non turbano Draghi, perché “sono questioni parlamentari”.

Di contro Enrico Letta manda un messaggio nemmeno tanto nascosto: “Non appoggeremo altri governi”, a ricordare a Conte che l’eventuale caduta del governo potrebbe significare anche la fine dell’alleanza elettorale, a cui anche il segretario Pd sembra sempre più disaffezionarsi.

Nel frattempo, il presidente del Consiglio lavora per difendere il potere d’acquisto degli italiani e per ridurre quel malessere sociale che dà fiato al populismo del quale ormai è diventato il principale avversario. E ieri in conferenza stampa lo ha anche ribadito: “Il populismo spesso è insoddisfazione, alienazione. E a questo si risponde facendo cose che interessano i cittadini”.

I nodi al pettine

Dopo l’incidente per le parole di Grillo, tra il premier e il leader M5S restano comunque divergenze politiche ancora da sciogliere: il quarto decreto sulle forniture militari all’Ucraina e il passaggio del decreto Aiuti sul termovalorizzatore di Roma. Le frizione tra governo e M5S sono dunque pronte a riaccendersi.

Sul termovalizzatore di Roma, Francesca Flati, deputata 5S ha dichiarato: “Il decreto Aiuti deve sostenere famiglie e imprese, non qualche lobby che a Roma vuole costruire un impianto vecchio e dannoso, a cui lo stesso sindaco Gualtieri si era detto contrario in campagna elettorale per poi rimangiarsi la parola dopo il voto” e non è ancora chiaro come si comporterà il movimento la prossima settimana quando il provvedimento sarà in Aula, soprattuto se il governo dovesse porre la fiducia. Grillo ha chiesto di evitare contrasti, ma Conte ha sempre detto che la fiducia non è tollerabile.

Sulla possibilità di un quarto decreto aiuti all’Ucraina, invece, il movimento non si sbilancia e la capogruppo al Senato, Mariolina Castellone ha dichiarato: “Se dovesse arrivare il quarto decreto lo valuteremo. Ma non servono altre armi in questo momento. Gli Usa hanno appena varato 40 miliardi di aiuti, anche militari. Ora serve altro: diplomazia, negoziati. Altrimenti andiamo verso un’escalation militare pericolosa. Dobbiamo evitarla. La linea del M5S è questa”. Linea chiara, ma non troppo.

@L_Argomento

Articoli Correlati

Politica

L'unica certezza al momento è che scatterà (finalmente) un seggio per l'ex premier ed anche uno per Casalino

Politica

Da domani Stefano Bonaccini lavorerà per diventare segretario dem e Giulio Tremonti potrebbe iniziare a scrivere la finanziaria da presentare in ottobre

Politica

Il suo richiamo all'ordine: “Partiti e parlamentari, siete pronti a ricostruire questo patto di unità nazionale?”

Economia

La proposta di Draghi: cosa significa il tetto, quanto ci conviene e cosa hanno detto gli altri partners dell'Ue