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Difesa europea cercasi: primo passo un patto a 4 tra Germania, Francia, Italia e Spagna?

Fino ad oggi lo scoglio principale è stato il diverso approccio degli stati membri in politica estera, ma se gli Usa si “sfilano” dall’Europa occorre una soluzione sotto l’ombrello Nato

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Tutti concordano sul fatto che una difesa comune europea sarebbe servita moltissimo in occasione dell’invasione dell’Ucraina, però i tentativi fatti fino ad oggi si sono risolti in buoni propositi e poco altro. Ma dal momento che gli Stati Uniti intendono gestire “da remoto” questa guerra e dal momento che gli stati membri dell’Ue di fatto hanno obiettivi spesso divergenti in politica estera, una soluzione ponte potrebbe essere una mini difesa europea a 4: magari iniziando con Germania, Francia, Italia e Spagna, sotto l’ombrello della Nato.

Primo passo

In questo senso si può leggere lo stanziamento record della Germania per riarmarsi, circa 100 miliardi di euro: il cancelliere Olaf Scholz ha annunciato che la Germania investirà più del 2% del Pil nelle sue forze armate dopo l’1,53% speso nel 2021. C’è anche l’impegno dell’Italia, con Mario Draghi che annuncia il 2% del pil per la difesa (conti alla mano sarebbero circa 40 miliardi). E’ la prima volta che Berlino accelera in maniera così evidente sul fronte difesa, infatti già si parla dell’acquisto dagli Stati Uniti di una trentina di F-35 per sostituire i vecchi Tornado teutonici.

F35

I caccia stealth sono già presenti in Italia: inoltre il nostro paese ha una posizione privilegiata perché a Cameri c’è il centro di assemblaggio e verifica finale del programma europeo targato Lockheed Martin. La Turchia, presente nel programma, è stata messa fuori perché in conflitto (visto che aveva acquistato il sistema russo S-400). Olanda, Finlandia e Svizzera sono intenzionati ad ordinarne qualcuno.

Più difesa in Ue

Alla luce di tali mosse, l’Europa si sta appropinquando in una fase militare del tutto nuova: da un lato prende atto che gli Usa sono più concentrati sul versante asiatico, dall’altro decidono che l’azione da intraprendere passa da un rafforzamento della difesa, che porterebbe in grembo anche una maggiore partecipazione nel dossier della sicurezza internazionale. La macro area mediterranea infatti pullula di potenziali crisi oltre a quella Ucraina: si pensi alla Libia, alla Siria, a Cipro, al Mar Nero. Scenari in cui basta poco per far aumentare improvvisamente la tensione, mentre fino ad oggi l’impegno europeo sotto l’ombrello Nato si è concretizzato più per solidarietà all’alleato d’oltreoceano che per precisa strategia, come in Iraq e Afghanistan.

Ma oggi a guerra fredda prima finita e poi ricominciata, sta cambiando anche (o finalmente) la risposta di Bruxelles che, nel giorno del vertice straordinario alla presenza di Joe Biden, può prendere forma.

@L_Argomento

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