Diabete, nuovo trattamento per perdere peso: risultati insperati dalla ricerca

Diabete, nuovo trattamento per perdere peso: risultati insperati dalla ricerca

É possibile  migliorare l'aspettativa di vita ai pazienti obesi colpiti da diabete di tipo 2.

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Diabete, nuovo trattamento per perdere peso: risultati insperati dalla ricerca
Gli studiosi dell’Università di Leicester, infatti, hanno notato come un’iniezione settimanale a base di Semaglutide fa perdere di media circa 10 chili. Nella ricerca pubblicata su The Lancet, dimostrano come due terzi dei pazienti di tipo 2, trattati con una dose di 2,4 milligrammi di questo farmaco, hanno portato a ridurre almeno del 5% il loro peso corporeo e hanno ottenuto un miglioramento significativo del controllo della glicemia.

Per piu’ di un quarto dei pazienti, invece, il calo e’ stato del 15% del proprio peso corporeo. “Questi risultati sono entusiasmanti e rappresentano una nuova era nella gestione del peso nelle persone con diabete di tipo 2 – spiega Melanie Davies, ricercatrice che ha condotto lo studio – Segnano un vero cambiamento di paradigma nella nostra capacità di trattare l’obesità, i risultati ci avvicinano a cio’ che vediamo con la chirurgia piu’ invasiva”.

Il lavoro e’ stato condotto in 149 siti in 12 Paesi di Nord America, Europa, Sud America, Medio Oriente, Sud Africa e Asia, coinvolgendo 1.210 pazienti con diabete di tipo 2 il cui trattamento non stava portando a un controllo sufficiente della glicemia.

Quando parliamo di diabete tipo 2, malattie cardiovascolari come ictus e infarto, ipertensione, tumori e nell’ultimo anno sindrome respiratoria acuta grave nei casi di Covid-19 sono i principali rischi per la salute a cui vanno incontro le persone con obesita’; eppure, ancora troppo spesso l’obesita’ viene definita “condizione” e non malattia cronica che necessita di cure e trattamenti adeguati.

Per questo la Giornata Mondiale dell’Obesità 2021, promossa dalla World Obesity Federation, si propone di proseguire nell’impegno ad aumentare la conoscenza di questa malattia e promuovere politiche atte a prevenirla e curarla, attraverso una serie di parole chiave che racchiudono altrettanti messaggi importanti: Protection (protezione), Understanding (comprensione), Education (formazione).

Questi sono anche i temi al centro dell’incontro alla Camera dei deputati “Stigma clinico, obesita’ e covid-19: assicurare assistenza alla Persona con obesita’”, promosso oggi dall’Intergruppo parlamentare “Obesita’ e Diabete”, dalla Societa’ Italiana dell’Obesita’ (SIO), dall’Obesity Policy Engagement Network (OPEN) e dall’Italian Obesity Network (IO-NET), in collaborazione con Changing ObesityTM e con il patrocinio del Ministero della Salute.

Secondo i dati dalla World Obesity Federation, l’obesita’ interessa 800 milioni di persone nel mondo, con una previsione di crescita di quella infantile del 60 per cento nel prossimo decennio, raggiungendo i 250 milioni di bambini entro il 2030. In Italia, certifica Istat, l’obesita’ riguarda 1 adulto su 10 e 1 bambino su 3 nella fascia di eta’ fino a 8 anni.

“L’obesita’ e’ una malattia eterogenea e multifattoriale influenzata da fattori genetici, ambientali e psicologici e rappresenta un importante fattore di rischio per diverse malattie non trasmissibili, tanto che si stima che il 44 per cento dei casi di Diabete tipo 2, il 23 per cento dei casi di cardiopatia ischemica e fino al 41 per cento di alcuni tumori siano attribuibili all’eccesso di peso.

Le persone con obesità sono costantemente discriminate per la loro malattia, questo perchè molti, compreso le autorita’ sanitarie, i medici, i media e l’opinione pubblica non comprendono che l’obesità e’ una malattia cronica, considerandola semplicemente come una mancanza di volonta’ delle persone che ne sono affette.

È necessario che venga superato il paradigma della responsabilita’ personale e deve essere fatto a tutti i livelli”, afferma Ferruccio Santini, presidente della Societa’ Italiana Dell’Obesità – SIO.

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