Di Maio torna in Libia, spirano venti di pace

Di Maio torna in Libia, spirano venti di pace

La Siria sarebbe pronta a ritirare i propri combattenti, si profila una soluzione per il conflitto interno

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Di Maio torna in Libia, spirano venti di pace
Se il Ministro degli Esteri torna in Libia, un buon motivo c’è.

O almeno dovrebbe esserci. Si prova a fare qualche passo avanti nella direzione della distensione tra le parti.

L’annoso conflitto libico e’ stato in gran parte alimentato da potenze esterne; per questo, la questione dei soldati e dei mercenari stranieri – 20 mila ancora attivi a dicembre, secondo le Nazioni Unite – rimane centrale.

Se confermato, appare incoraggiante l’annuncio arrivato da una fonte diplomatica francese dell’avvio del ritiro dei combattenti siriani, mandati dalla Turchia di Erdogan a sostegno del precedente governo guidato da Fayez al Serraj.

Ankara ha anche soldati regolari in Libia, come previsto da un accordo bilaterale concluso proprio con Serraj. Insieme ai siriani, l’altra presenza ‘straniera’ consistente e’ quella dei mercenari russi della societa’ privata Wagner, schierati, invece, a sostegno del principale ‘rivale’ di Tripoli, il generale della Cirenaica Khalifa Haftar: sarebbero ancora operativi nella zona di Sirte e Jufra.

Anche il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi – tra gli sponsor dell’uomo forte della Cirenaica – ha chiesto il “ritiro” delle forze straniere, ricevendo il presidente del Consiglio presidenziale libico Mohamed al-Menfi al Cairo.

La visita congiunta dei tre ministri a Tripoli mirava principalmente a mostrare l’unita’ europea su un dossier come quello libico, segnato in passato da profonde divergenze tra Roma e Parigi; quest’ultima ritenuta vicina alla controversa figura di Haftar. Parigi appare ora desiderosa di voltare pagina e ha annunciato la riapertura, lunedi’, della sua ambasciata a Tripoli, chiusa dal 2014.

Per l’Italia – tornata protagonista del nuovo slancio europeo su un dossier che riguarda interessi prioritari e strategici per il nostro Paese, sia sul piano economico che della sicurezza, per via della questione migratoria – il prossimo orizzonte e’ a breve termine: la prima visita in Libia del presidente del Consiglio, Mario Draghi, annunciata per il 6-7 aprile.
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