Detravaglizzare l’Italia trenta anni dopo ‘mani pulite’

Detravaglizzare l’Italia trenta anni dopo ‘mani pulite’

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Detravaglizzare l’Italia trenta anni dopo ‘mani pulite’
Magari è solo un sogno. O un pensiero stupendo di quelli di Patty Pravo. Ma siccome ogni fenomeno ha un inizio e anche una fine – compreso l’impero romano e quello dei faraoni- non sarebbe ora di detravaglizzare l’Italia dopo questa guerra dei trent’anni innescata dall’inchiesta “mani pulite”?

Se lo cominciano a chiedere in tanti..e l’elezione del capo dello stato potrebbe essere un primo passo – o “step” per usare il linguaggio anglo giovanilistico di moda oggi – in questa direzione.

Certo puntare su Silvio Berlusconi potrebbe voler dire osare e sperare troppo..ma Pierferdinando Casini o meglio ancora la Elisabetta Casellati, che è pure donna – alla faccia dei grillini e in particolare di Alessandro Di Battista, con buona pace anche del genitore fascistone sempre esibito alla bisogna – cadrebbero come il cacio sui maccheroni.

E su un’Italia apparentemente in piena ripresa economica. Che di tutto ha bisogno tranne che delle solite inchieste pre elettorali che servono a rimarcare il territorio del partito delle procure.

Un bel segnale coraggioso contro questo ricatto politico giudiziario sarebbe quel minimo sindacale che si chiede a una classe politica che da trenta anni si accontenta di fare il catenaccio e che non riesce nemmeno a ipotizzare un contropiede.

Le congiunzioni astrali che hanno messo a cuccia il populismo e il grillismo sono sotto gli occhi di tutti. Poi verranno le riforme e anche i referendum sulla giustizia e quelli liberali su cannabis ed eutanasia.Se non ora, quando?
Detravaglizzare l’Italia trenta anni dopo ‘mani pulite’

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