Democrazia liberale o dell’ignoranza?

Democrazia liberale o dell’ignoranza?

Analisi del web sentiment tra informazione, politica e dinamiche della Rete

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Democrazia liberale o dell’ignoranza?
Recentemente il tema della labile tenuta d’impianto reale della democrazia liberale riempie le cronache dell’informazione e del dialogo digitale.

Per verificare e valutare il sentiment sul concept di democrazia liberale e democrazia dell’ignoranza, si è attivato il monitoraggio di un intenso flusso di interazione e dialogo digitale sui principali social media (Facebook, Instagram, Twitter, Telegram, Youtube etc.) a cui MEDITA Hub, la piattaforma e laboratorio di ricerca scientifica che presiedo, analiticamente e con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale, ha dedicato un’articolata osservazione diacronica, nell’intenzione di studiare gli scenari del sentiment popolare e di quello intellettuale che vanno costituendo i principali vettori di condizionamento dell’opinione politica e della conseguente espressione di voto. Si è andata così delinenando una metodologia di ascolto del dialogo digitale sotto il profilo del rispettivo “bagaglio psicolinguistico” di ogni target group monitorato.

Questo ha consentito di fissare lungo l’asse temporale degli ultimi 18 mesi (con particolare attenzione alla curva cronologica degli ultimi sei mesi) le tre definitive “Concept Clouds “che riportiamo, con breve sinossi di commento analitico correlato, qui di seguito.

Come si potrà facilmente osservare, nei risultati dell’analisi esposta, lessico e concetti psicolinguistici, tematici, costruzione retorica del linguaggio politico differiscono in modo netto e distinto tra il target della popolazione e quello degli stakeholder/opinion maker/opinion leader della politica. Le “words and concepts clouds” raccontano molto, se non tutto, del loro differente approccio dialogico e della cifra complessiva della rispettiva preparazione, comunicazione e informazione politica.

Decifrare le linee di Coincidenza/Convergenza/Assonanza e quelle di Distanza/Divergenza/Dissonanza del Key Concept Tool (Cruscotto Concettuale Primario), le diverse modalità espressive del lessico psicolinguistico, ovvero il tono e l’intensità del proprio prodursi in dichiarazioni, dibattiti, post, conversazioni digitali sui social, mention, interviste rilasciate e conferenze stampa, consente poi di confrontarle, paragonarle, fare “matching” con la mappa tematica concettuale del focus di questa indagine.

Un cruscotto analitico che consente di osservare, da diverse angolature concettuali, come la volontà e il sentiment popolare, sulla vita politica e democratica italiana, sulla sopravvivenza attiva dello stesso concetto di democrazia percepita, si riverbera fortemente sul vissuto e la pratica politica della democrazia parlamentare e, in moto uguale e contrario torna al cittadino elettore cogliendone appieno segnali forti, segnali emergenti e segnali deboli che chiameremo epifenomeni.

Ovvero l’epicentro energetico di scenari a breve-medio termine, capaci di grande potenziale trasformativo. Per capire gli scenari futuri occorre tenere i piedi per terra e la “testa tra le nuvole”.
Democrazia liberale o dell’ignoranza?

PSICOLINGUISTICA Key Words Cloud

Sentiment Dialogo Digitale: Parola alla Popolazione (periodo 6/18 mesi ad oggi)

Segnali Forti

  1. Società Senza Democrazia
  2. Più Ignoranza Politica
  3. Paura Condizioni Economiche/Povertà Minaccia Democrazia

Segnali Emergenti

  1. Tempo Contro Storia
  2. Ancora Fascisti Comunisti
  3. Sempre Tra Loro

Epifenomeni a tendere

  1. Diritti A Rischio
  2. Cittadini Parte Stato
  3. Sapere Cosa Potere

Il sentiment percepito è decisamente portato ad un pensiero disforico e a tratti quasi fobico sullo stato della democrazia italiana. La gente denuncia l’assenza di vera democrazia, una maggiore ignoranza politica propria e dei politici stessi nel quasi diffuso stato di panico per la caduta economica.

Gli italiani si sentono esclusi dal contare qualcosa (il Sempre tra Loro riferito ad una oligarchia decisionale), di vivere in un tempo sospeso (Tempo Contro Storia) con logiche trite e ritrite dello scontro politico (Ancora Fascisti Comunisti). Cresce il desiderio di far parte attiva dello stato, sapendo con chiarezza cosa poter fare e con che beneficio, con propri diritti (percepiti a rischio) in futuro ben garantiti.
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Sentiment Dialogo Digitale: Stakeholder (studiosi, giornalisti, esperti, intellettuali)

Segnali Forti

  1. Trionfo Dilettantismo Politico
  2. Perdita Centralità Parlamentare
  3. Produzione Sociale Ignoranza

Segnali Emergenti

  1. Disinformazione Danneggia Democrazia
  2. Deficit Apprendistato Politico
  3. Dittatura dell’ignoranza

Epifenomeni a tendere

  1. Declino Istruzione Parlamentari
  2. Tecnocrazia Task Force
  3. Dittatura Della Mediocrità

Il sentiment percepito è quello d’uno stato di allerta rossa per la vita democratica italiana, con un palese affermarsi di una pericolosa impreparazione della classe politica (Trionfo Dilettantismo Politico), una crescente perdita di rilevanza, una quasi assenza del vero dibattito parlamentare (Perdita Centralità Parlamentare) e un approccio demagogico alla comunicazione pubblica (Produzione Sociale Ignoranza). Una classe politica che non fa gavetta (Deficit Apprendistato Politico) disinforma spesso l’opinione pubblica con grave danno alla democrazia e deriva verso una dittatura dell’ignoranza e della mediocrità. Declina il livello d’istruzione e competenza politica dei parlamentari, aprendo la strada a tecnocrati e Task Force.
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Sentiment Dialogo Digitale: Il Futuro con le sue Minacce e Opportunità

Segnali Forti

  1. Reputazione E Coerenza
  2. Lotta Poteri Occulti
  3. Crisi Democrazia Liberale

Segnali Emergenti

  1. Intelligenza Collettiva Cooperante
  2. Formazione Cittadinanza Responsabile
  3. Slittamento Oligarchico Democrazia

Epifenomeni a tendere

  1. Disaffiliazione Irreversibile Da Politica
  2. Rendere Seduttiva Costituzione
  3. Competenza Politica Interculturale

Gli scenari futuri che incombono sulla salute della democrazia italiana disegnano una road map con segnali euforici di opportunità da cogliere e altri disforici di vere minacce. La classe politica deve porre massima attenzione alla propria credibilità (Reputazione e Coerenza) e abbracciare con forza la lotta alla corruzione e ai poteri occulti.
La democrazia liberale si troverà in pericolo se non si farà squadra, con una intelligenza collettiva cooperante capace di competenza politica, che integri culture europee ed extraeuropee. Due sono gli spauracchi più imminenti e collegati: la disaffiliazione della gente dalla politica e lo slittamento oligarchico della democrazia. Occorre formare una cittadinanza responsabile e sedurla con la nostra costituzione.

CONCLUSIONI ANALITICHE RISULTANTI

Lo Studio sul sentiment del dialogo digitale, che abbiamo riportato nelle tavole in estrema sintesi logica e deduttiva, tende a dimostrare che la democrazia liberale, nella sua forma parlamentare, vive per percepito diffuso e stratificato, una delle sue stagioni meno felici e a tratti davvero inquietanti della nostra storia repubblicana.

Populismo demagogico, approssimazione se non vero deficit della competenza politica e costituzionale, forme di infantilismo dell’elettorato, manipolazione sociale della comunicazione pubblica e mediatica, riduzione degli spazi di partecipazione democratica reale a favore di pseudo spazi di affiliazione digitale e social mediatica al tessuto quotidiano del fare politica, sono autentiche variabili e derivate impazzite di un socio sistema politico che più che alla rappresentanza politica di interessi pubblici del quale è investito per via elettorale, sembra orientarsi giorno per giorno ad una rappresentazione sceneggiata di interessi di parte pre-costituiti e sterili.

Con il fiorire e l’alimentarsi delle paure e il prospettare a queste soluzioni ingannevoli di semplificazione irrealizzabile della complessità sociale, economica e culturale in atto, si compie una pericolosa deviazione dallo standard degli interessi della nazione. Più che il populismo è il popolarismo a minacciare il tessuto democratico, che caduto l’impianto ideologico, architrave costitutivo della prima repubblica, si trova ora nella piena e imbarazzante nudità di una visione, di una rotta impopolare ma salvifica che non osa percorrere poiché stretto nel vicolo cieco di una democrazia del consenso e del sondaggio a breve, costretto quindi a mantenere il proprio elettore nel limbo di una ignoranza del reale stato delle cose, producendo così le condizioni base per la vera affermazione della democrazia dell’ignoranza.

D’altro canto il cittadino elettore che si dichiara sfiduciato dalla politica, dalla casta, dal degrado crescente e umiliante dell’apparato democratico e dalle tante disfunzioni di quello burocratico e tecnico, è il primo artefice inconsapevole di quanto va accadendo per una scelta decisamente infausta di preferire addirittura l’ignavia, il non voler sapere, al rimediabile non sapere dell’ignorante e al più elevato saper di non sapere della dotta ignoranza. Anche quando non ci si occupa della politica la politica s’occupa di noi.

La democrazia liberale prospera solo in presenza di cittadinanza attiva e responsabile che funga da pungolo, controllo, verifica (non solo elettorale) all’operato dei politici. Il parlamento, non la poltrona in TV deve tornare ad essere il luogo della democrazia e la Costituzione Italiana il best seller della stessa, insegnata in modo accattivante.

Occorre formare una nuova classe di statisti partendo dalla conoscenza dello stato. La politica alta non necessita di task force ma di competenze gestionali pubbliche non improvvisate. Democrazia e Dittatura dell’ignoranza si debellano con la cultura.
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