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Economia

Debito più inflazione: le banche centrali e la strada (quasi) obbligata dell’incertezza

Il cambio di rotta della BCE arriva troppo tardi, visto che ormai l’inflazione ha consumato salari ed eroso i risparmi. Il prossimo step potrebbe verosimilmente essere uno shock.

ILLUMINAZIONE BCE IN OCCASIONE DEL VENTESIMO ANNIVERSARIO DELL'EURO BANCA CENTRALE EUROPEA FRANCOFORTE SEDE

I paesi europei, specialmente, stanno vivendo una fase in cui i debiti contratti durante il covid (lockdown) e dopo (con il Next Generation Eu) stanno impattando sugli effetti nefasti della guerra, come caro materie prime e inflazione. Il rischio è che questo combinato disposto si riveli una vera e propria miccia per una nuova grande esplosione dei mercati.

Di tali preoccupazioni se ne discute da oggi al Qatar Economic Forum alla presenza di Ceo e analisti del calibro di Nouriel Roubini ed Elon Musk. La recessione negli Stati Uniti entro la fine di quest’anno è più di un’opzione anche in considerazione delle scelte che le grandi aziende dovranno fare alla luce delle mutate condizioni economiche. I potenziali tagli di posti di lavoro sono in cima alle agende dei board aziendali che stanno riflettendo ormai non più a voce bassa.

Cosa accadrà sui mercati quando ad esempio chi produce gas e petrolio dovrà riconvertire la propria economia alla luce dell’addio al fossile, così come deciso dall’Ue entro il 2035? Se il collo di bottiglia rappresentato dallo stop al traffico containers non verrà sciolto nel breve periodo, quali saranno gli effetti sui prodotti, sui consumatori ma anche sulle catene commerciali, sulle dinamiche aziendali, sui processi produttivi e quindi sulle scelte strategiche dei singoli paesi e delle singole filiere?

Questo il passaggio che si lega alle scelte delle banche centrali e ad una situazione che riflette le tensioni di un decennio fa, con nel mezzo i danni da Covid e tutti i punti interrogativi sulle conseguenze della crisi bellica in Ucraina.

Lo status della Bce, oggi, è almeno pari a quello drammatico della crisi dell’euro nel 2012, quando il quasi default della Grecia stava per mettere in pericolo la moneta unica. Diciamo che mai prima di oggi Francoforte aveva affrontato una sfida simile: lasciare la comoda alcova di tassi di interesse zero e tornare a tassi di interesse positivi.

Ma sono sempre di più gli analisti che concordano su un fatto: questo cambio di rotta arriva troppo tardi, visto che ormai l’inflazione ha consumato salari ed eroso i risparmi. Il prossimo step potrebbe verosimilmente essere uno shock.

@L_Argomento

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