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Politica

Dal populismo al conservatorismo tory: così i Fratelli d’Italia pensano al governo

All’Assemblea di Milano molti volti di possibili ministri “extra” destra: così Meloni intende usare quel 21% di cui i sondaggi la accreditano

L’Assemblea di Milano è un appuntamento significativo per Fratelli d’Italia (e anche per ciò che vorrà essere il centrodestra di domani). Intanto dirà qualcosa di più su come Giorgia Meloni intende usare quel 21% di cui i sondaggi la accreditano, visto che il semplice ruolo di opposizione mal si concilia con un nuovo status. E poi perché la mole di papi stranieri invitati a Milano potrebbe rappresentare l’apertura a quel mondo liberale e moderato “gollista” con cui immaginare un percorso governativo.

Giulio Terzi di Sant’Agata, Luca Ricolfi, Marcello Pera, Sergio Zoppas, Alfredo Mantovano, Giulio Tremonti, Carlo Nordio, Stefano Pontecorvo sono alcuni dei nomi che interverranno su temi specifici come le relazioni internazionali, la famiglia, l’economia, l’energia, la giustizia, i giovani, la scuola e gli italiani all’estero interessati dalla riforma sul voto. L’obiettivo è mettere nero su bianco, un po’come fatto dal M5s prima delle politiche del 2018, strategie e azioni. Aprire sì, ma come e per andare dove?

Secondo l’ex Presidente del Senato, Marcello Pera, il punto di caduta è in un modello come quello dei Tory inglesi: intervistato dal Dubbio ha sottolineato che è una buona notizia la virata di Fdi verso il conservatorismo, dopo aver lasciato da parte il populismo. Ma in seguito se i tre partiti non si muoveranno in maniera coordinata, i numeri dei sondaggi difficilmente si trasformeranno effettivamente in potere da esercitare.

A sinistra intanto Luigi De Magistris annuncia di voler ricostruire quel versante partendo dal pacifismo, più che altro per intercettare il grosso dei voti grillini dati in uscita dal M5s. Ma a naso sembra che il competitor di Meloni sarà Enrico Letta e il suo Pd, dato al 20% e quindi poco distante dai conservatori italiani. Il nodo, visto e considerato il sistema italiano, verte allora sulle alleanze: e qui entra in gioco il ragionamento sui centri, che comprendono da un lato Udc, Forza Italia e pezzi della Lega, e dall’altro chi sta lavorando ad un polo centrista come Toti e Quagliariello o come i renziani e la rete del civismo.

Ma è questo uno step già successivo, rispetto alla chiusura delle urne. Prima andrà fatta la corsa ad accaparrarsi più voti e, in parallelo, quel percorso di accreditamento interno ed esterno che Fratelli d’Italia rivelerà a Milano.

@L_Argomento

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