Connect with us

Hi, what are you looking for?

Politica

Da Petrocelli a Craxi, come cambia (in meglio) la commissione Esteri del Senato

STEFANIA CRAXI POLITICO

Stefania Craxi, esponente di FI, è la nuova presidente della commissione Esteri del Senato. I voti a suo favore sono stati 12, mentre 9 senatori hanno votato per Ettore Licheri, in quota M5s, solo 1 astenuto.

L’elezione di Stefania Craxi

L’elezione è arrivata dopo che tutti i membri della commissione si erano dimessi in polemica con l’ex presidente, Vito Petrocelli, in quota M5s. Il Movimento aveva comunque rivendicato il ‘diritto alla presidenza’, ma dalla votazione è emersa chiara una spaccatura all’interno della maggioranza, tanto che dopo la votazione Giuseppe Conte, leader pentastellato ha affermato: “Registriamo che di fatto si è formata una nuova maggioranza composta da FdI a Iv. Draghi era stato avvertito già ieri. Spetta a lui la responsabilità di tenere in piedi questa maggioranza. Oggi M5s, Pd e Leu sono stati responsabili, altri no”. Lo scenario, forse più aderente alla realtà, sarebbe quello di un asse di 8 voti da Lega-Fi-Fdi per la Craxi, a cui si sarebbero aggiunti 3 voti del Misto e quello (probabile) del senatore di Cal. Per Licheri avrebbero votato i 5 del M5S, i 3 del Pd e forse il voto dell’esponente di Iv. Ad essersi astenuto sarebbe, dunque, il senatore Pierferdinando Casini. Rimangono, comunque, dubbi su possibili defezioni nel fronte pro-Licheri, che hanno nuovamente creato tensioni in Senato e all’interno della maggioranza, con l’accusa da parte del M5S di essere sotto attacco degli stessi alleati di governo.

Vito Petrocelli

Di poco più di un’ora fa la notizia che Petrocelli, senatore ed ex presidente della commissione Esteri ha lasciato il Movimento 5 Stelle e ha chiesto di aderire al gruppo di Cal, Costituzione Ambiente e Lavoro, capeggiato da Mattia Crucioli. Petrocelli è decaduto dalla carica dopo che tutti i membri della commissione esteri si erano dimessi in contrasto con le sue continue esternazioni filoputiniane, antiNato ed antioccidentali. Conte aveva cercato di farlo dimettere chiedendogli rispetto per il ruolo istituzionale che ricopriva, ma l’ex presidente non hai mai fatto un passo indietro. Delle tante esternazioni, la più criticata è stata forse quella in occasione del 25 Aprile, quando in un post sui social aveva richiamato la «Z»,  la lettera raffigurata sui tank utilizzati per l’invasione ordinata dal Cremlino, nella parola ‘LiberaZione’, indirizzando il messaggio a Conte. Il caso Petrocelli ha paralizzato per settimane la commissione esteri che, in tempo di guerra e di relazioni internazionali, è fondamentale per il posizionamento del Paese nello scacchiere politico estero. Il senatore ha rappresentato, forse, in queste settimane di guerra il caso politico più forte di ostinazione ideologica mescolata alla politica istituzionale e mediatica. Colpevole solo di essere “un dissidente” come detto da Crucioli di Cal in una dichiarazione di oggi.

Stefania Craxi

La nuova Presidente, per smorzare sul nascere le polemiche intorno alla sua elezione ha dichiarato: “La prima cosa che mi sento di dire è che la politica estera di un grande paese non deve essere un argomento che divide maggioranza e opposizione soprattutto in un momento così delicato della storia del mondo, quindi lavoreremo insieme.” E sul ruolo che la Commissione deve avere nello scacchiere internazionale ha affermato: “La politica estera di un grande Paese come l’Italia, per ragioni valoriali e culturali, ancor prima che storiche e geopolitiche, non può non avere chiari connotati atlantici, un atlantismo della ragione che non ammette deroghe ma non accetta subalternità.” La neo Presidente ha poi rimarcato come il suo partito FI (che guadagna la sua prima presidenza di commissione in Senato) sia “da sempre baluardo dei valori atlantici”, ringraziando poi Anna Maria Bernini, Antonio Tajani e Silvio Berlusconi per la loro interna ritrovata unità.

Le reazioni politiche

Messaggi di apprezzamento sono arrivati da tutte le forze politiche, con i distinguo però derivanti dalla spaccatura evidente che si è prodotta in fase di elezione. Su tutte la dichiarazione di Casini: “La sintesi della riunione della Commissione Esteri di questa mattina è: Stefania Craxi promossa a pieni voti, maggioranza bocciata a pieni voti. Come volevasi dimostrare”. A cui fanno eco dal Pd, Andrea Marcucci e da Iv, Davide Faraone che rimarcano come l’incapacità di convergere su una figura unica sia stato un segnale di grande irresponsabilità dato dalla maggioranza.

E da Luca Ciriani di FdI l’accusa più diretta e meno velata: “Fratelli d’Italia, fedele alla linea politica che dall’inizio di questa Legislatura ha indicato Giorgia Meloni, ha votato da opposizione responsabile la senatrice Stefania Craxi considerata l’unica, alla luce delle altre candidature in campo, capace di guidare con competenza, terzietà e senza imbarazzi la Commissione Esteri.”

@L_Argomento

Articoli Correlati

Politica

Intervista al Presidente di ItaliaViva e Vicepresidente della Camera dei Deputati: “La maggioranza? Avremo sempre un rumore di fondo di chi pensa che alzando...

Politica

Mario Draghi ha minimizzato il suo ritorno anticipato dal vertice Nato di Madrid, ha evidenziato gli sforzi ottenuti con i provvedimenti contro il caro...

Politica

Fa specie lo spettacolo che sta andando in scena nei palazzi romani, con una macro crisi economica in atto a cui la politica risponde...

Politica

  ROMA – “Il governo che è entrato nell’ultimo anno di vita è stato un governo d’eccezione e come tale deve rimanere. Noi sosterremo...