Cultura e azione antimafia: le vocazioni di Maresca

Cultura e azione antimafia: le vocazioni di Maresca

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Cultura e azione antimafia: le vocazioni di Maresca
Spesso o raramente, a seconda dei punti di vista, l’impegno civile riesce a farsi interprete realista di moti d’animo, speranze individuali, aspettative sociali. Talvolta addirittura portatore di coscienze in formazione, o addirittura di coscienze in azione. A Napoli ed in Campania, di coscienze e di azioni per contrastare il fenomeno mafioso, ce ne sono state tante e tante ancora ce ne saranno.

Napoli è una capitale-di-fatto per i colori e per i sapori, per la cultura che s’intreccia e si arricchisce tra il popolo ed attraverso il popolo, fatto di persone in carne ed ossa e mai di vecchie ideologie. A breve si voterà per eleggere il sindaco del capoluogo della regione Campania, e tra i candidati è impossibile non notare Catello Maresca, il quale corre con il centrodestra in una coalizione che tra le varie anime politiche ha attratto diversi liberali puri.

Nel suo servizio allo Stato da magistrato, Maresca ha contribuito a sferrare un colpo duro alla mafia coordinando le indagini e le attività operative che hanno portato gli uomini e le donne della polizia alla cattura di Michele Zagaria, potente boss dei Casalesi. La lotta ai fattori mafiogeni del clan in questione ha una caratura non soltanto locale ma italianamente nazionale. Come ben spiega Maresca nel suo libro “L’ultimo bunker. La vera storia della cattura di Michele Zagaria, il più potente e più feroce boss dei Casalesi”, scritto insieme al giornalista Francesco Neri ed edito per la Garzanti nel 2012, “La mafia casalese è come un cancro che lancia metastasi imprevedibili in ogni direzione, quindi nessuna realtà italiana può considerarsi completamente immune ormai da queste infiltrazioni”.

Maresca promise al padre che ce l’avrebbe fatta a realizzare l’arresto del boss: era una promessa che aveva fatto al padre ed a se stesso. All’indomani dell’arresto il magistrato era andato sulla tomba del padre, che nel frattempo era venuto a mancare, per donargli dei fiori e porgergli con soddisfazione il mantenimento della promessa. Chissà se per questa nuova e diversa sfida, nelle differenti vesti di candidato sindaco di Napoli, Maresca non sia andato a trovare ispirazione anche su quella tomba, che come ogni tomba di chi abbiamo amato trasuda esperienza, insegnamenti, vita, al di là della morte.

L’amore ricevuto e quello dato, d’altronde, ci insegnano a non arrenderci di fronte alla durezza delle realtà sociali nelle quali viviamo, ed all’interno delle quali prendiamo in carico qualche sfida evolutiva per il domani a partire dall’oggi.

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro: lo sancisce il primo comma del primo articolo della Costituzione. Se il lavoro è un obiettivo realizzativo del cittadino, il metodo per raggiungerlo non deve mai essere criminale, non deve mai abbassarsi alla mafiosità. La lotta alle mafie deve incarnare uno spirito ed un metodo di carattere necessariamente intersezionale: sistema giudiziario, polizia, scuola, politica, mondo intellettuale ed editoriale devono impegnarsi senza paura e senza retoriche partitocratiche, per il bene della gente nella nostra patria italeuropea.
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