Cresce il movimento no-coprifuoco. Salvini raccoglie le firme

Cresce il movimento no-coprifuoco. Salvini raccoglie le firme

Il leader della Lega invita a votare una petizione contro il governo che sostiene. Letta: “Tragga conseguenze”

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Cresce il movimento no-coprifuoco
“Io mi fido degli italiani”, dichiarava ieri Salvini. “Grazie alle battaglie della Lega domani, in tante città, si torna al lavoro, si torna anche al bar e al ristorante, a pranzo e a cena, all’aperto. Ma non basta. Aumentano guariti e vaccini, calano morti e contagi, bisogna riaprire e soprattutto cancellare l’assurdo coprifuoco: non ha alcun senso, medico, scientifico, sociale o economico.

Fidiamoci degli italiani e del loro buonsenso, non perdiamo tempo in polemiche, restituiamo ai cittadini libertà, salute e lavoro”.

L’iniziativa, come era facile prevedere, ha suscitato un vespaio di polemiche, amplificate da Enrico Letta che ha invitato il segretario leghista a “trarne le conseguenze”, ritirando la delegazione dal governo. Secondo fonti di maggioranza, a quanto apprende L’Argomento, in ambienti Pd, 5S e Leu cominciano a girare le prime lamentele: “Perché non escono dalla maggioranza e non vanno all’opposizione?”

Tuttavia il tema del no-coprifuoco esiste. La spinta di numerose categorie è ad estendere quanto meno alle 23 l’obbligo di rientro a casa: ristoratori, palestre, mondo dello spettacolo non riuscirebbero ad aprire pienamente dovendo spegnere le insegne alle 22.

Circa 200 sono stati ieri sera – secondo il numero diffuso dalle forze dell’ordine – i partecipanti in piazza Signoria a Firenze per la nuova protesta indetta dai ristoratori della Tni Italia, intitolata ‘scoprifuoco’ e non ancora terminata.

La polizia ha intimato i presenti ad andarsene e tornare a casa in quanto, data l’ora, stavano violando il coprifuoco.

Le forze dell’ordine hanno poi iniziato a identificare chi restava in piazza ai fini della contestazione della multa. Sul perché’ della nuova protesta Pasquale Naccari, presidente di Tni Italia, ieri annunciando la manifestazione aveva spiegato che “le restrizioni previste dal decreto, oltre ad essere ridicole, non sono supportate da alcuna evidenza scientifica.

Se si da’ la possibilità ai ristoranti di aprire a cena, bisogna mettere in condizione i ristoratori di lavorare, anche all’interno dei locali e senza coprifuoco, nel rispetto delle stesse regole che si rispettano fino alle 22″.
Cresce il movimento no-coprifuoco

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