Covid, caregiver con definizione esatta o caos furbetti dei vaccini

Covid, caregiver con definizione esatta o caos furbetti dei vaccini

L’ex sottosegretario alle disabilità Vincenzo Zoccano rivolge un appello al Generale Figliuolo

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Covid, caregiver con definizione esatta o caos furbetti dei vaccini
“Dobbiamo certamente tutti collaborare per riaprire al più presto il Paese in sicurezza e a tal fine il piano vaccinale deve poter proseguire con velocità e precisione sulla base del solo requisito anagrafico, ponendo tuttavia attenzione a quelle categorie maggiormente a rischio ma senza creare pericolosi presupposti per saltare la fila”.

Lo afferma in una nota Vincenzo Zoccano, già sottosegretario alle disabilità del Governo Conte 1, che richiama l’attenzione del Generale Figliuolo, commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, che avrebbe firmato in queste ore l’ordinanza n.6/2021. “Il generale Figliuolo ponga dunque la massima attenzione sull’uso del termine caregiver, in relazione alla priorità di vaccinazione delle categorie fragili, poiché il solo termine caregiver crea confusione e può agevolare i furbetti del vaccino.

Il Generale, o il suo staff, dovrebbe sapere che la legge 205/17 ha introdotto nel nostro ordinamento la figura giuridica del “caregiver familiare” e ne ha delineato precisi profili e ambiti operativi. Nell’ordinanza invece ci si riferisce al solo caregiver, termine con il quale chiunque potrebbe pretendere di vaccinarsi dichiarandosi tale e senza essere obbligato a fornire alcuna prova dello status.

L’ordinanza del Generale – spiega Zoccano – fa espresso riferimento ai soggetti appartenenti alla categoria 1 (Elevata fragilità – persone estremamente vulnerabili; disabilità grave), elencati tabelle 1 e 2 delle Raccomandazioni del 10 marzo 2021 adottate dal Ministero della Salute, in collaborazione con lo stesso Commissario, AIFA , ISS e AGENAS.

La tabella 1 è riferita ad un elenco di persone estremamente vulnerabili, intese come persone affette da condizioni che per danno d’organo preesistente, o che in ragione di una compromissione della risposta immunitaria a SARS-CoV-2 hanno un rischio particolarmente elevato di sviluppare forme gravi o letali di COVID-19, la tabella 2 si riferisce invece alle persone con Disabilità (fisica, sensoriale, intellettiva, psichica) ai sensi della legge 104/1992 art.3 comma 3.

Ed è proprio alla tebella 2 che vi è una nota che reca l’ordine di “vaccinare familiari conviventi e caregiver che forniscono assistenza continuativa in forma gratuita o a contratto”.

Forse è in questa nota l’errore grave compiuto da chi ha redatto e adottato le raccomandazioni che viene quindi trasposto nell’ordinanza. Identificare infatti il caregiver, non secondo la legge 205/17, ma come colui che fornisce “assistenza continuativa in forma gratuita o a contratto” crea solo confusione perché appare molto difficile per gli operatori della somministrazione dei vaccini verificare tali condizioni tanto più che chiunque potrebbe dichiararsi volontario caregiver saltando la fila, come è del resto già accaduto.

Invece per chi, non è convivente, ma è a contratto come colf e badanti o esercita le funzioni richiamate dall’ordinanza di tutore/affidatario sebbene sia stato ignorato il ruolo dell’amministratore di sostegno che tuttavia è una figura chiave per l’assistenza a talune persone con disabilità, non si prevede sia esibito il contratto o l’atto di nomina da parte del Giudice il che certamente produrrà proteste e reclami.

Il rischio di abusi nel dichiararsi caregiver, sottraendo così preziose dosi vaccinali a chi ne avrebbe più bisogno, può essere evitato richiamando le norme di legge che identificano le varie categorie non conviventi, che entrano in contatto anche quotidiano con i soggetti considerati fragili, quali possono essere appunto il personale al servizio della famiglia con contratto di lavoro, gli operatori dei servizi sanitari e socio assistenziali sia degli Enti pubblici che degli Organismi privati a ciò deputati, ponendo attenzione tuttavia al ruolo dei tutori, degli amministratori di sostegno e degli affidatari perchè il rischio è quello di dover vaccinare prioritariamente tutti coloro che ricoprono tali ruoli per nomina giudiziale ma che tuttavia non entrano in contatto con l’affidato, esercitando un mero ruolo di gestione amministrativa.

“Caro Generale – conclude Zoccano – mi chiami pure quando vuole, come Lei sono al servizio del mio Paese”.
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