Costi immensi per il Clima, certifica Draghi

Costi immensi per il Clima, certifica Draghi

Unione Europea diventi acquirente collettivo dell’energia, come per i vaccini

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Costi immensi per il Clima, certifica Draghi
Non c’è tempo da perdere sulla lotta al cambiamento climatico e la transizione energetica perché “i costi sarebbero immensi”, ma nell’affrontare questo processo “con la massima determinazione” bisogna anche “proteggere, specialmente i più deboli, dai costi sociali che potrebbero essere, come stiamo vedendo ora dall’aumento delle bollette del gas naturale e dell’elettricità, potrebbero essere veramente significativi”.

Il Clima – al centro anche di un iniziativa organizzata dal presidente Usa Joe Biden, cui il premier italiano Mario Draghi ha partecipato con un videomessaggio – è un tema centrale sul tavolo del summit di Atene, dopo un’estate che ha visto la Grecia – come anche l’Italia – dilaniata dagli incendi.

Gli ex sette dell’EuMed, diventati nove dopo l’ingresso di Croazia e Slovenia, ma “l’Italia è favorevole a un ulteriore allargamento a tutti i paesi del Mediterraneo” sono d’accordo: bisogna accelerare sulla lotta al cambiamento climatico anche perché, come sottolinea Draghi, “stiamo venendo meno alla promessa dell’accordo di Parigi” di contenere il riscaldamento globale entro 1,5 gradi rispetto ai livelli preindustriali. In questo delicato equilibrio tra trasformazione energetica e mitigazione dei costi sociali Draghi chiama in causa l’Europa: il debito che “ci dobbiamo chiedere se sarà sostenibile”, il fatto che i Paesi membri sono in una situazione di partenza diversa, i Paesi del nord dipendono meno dei Paesi del sud da certi idrocarburi”.

Ecco perché “la Commissione o l’Europa, non solo come coordinatrice in questo processo ma anche proprio come attore, è centrale ed è il suo potere d’acquisto”. La lezione cui ispirarsi è quella dei vaccini, su cui Bruxelles è stata “straordinaria” nella seconda fase. “Una delle cose di cui si è parlato è cercar di vedere se questo ruolo di acquirente collettivo potesse essere esteso anche ad altre esperienze”, rilancia il premier. Sul tavolo anche il tema della difesa europea, che di nuovo vede le istituzioni Ue come centrali.

E abbastanza evidente che gli eventi degli ultimi mesi stanno portando a un profondo riesame della dimensione internazionale – osserva il premier italiano – e il risultato non può che essere il rafforzamento della sovranità europea, uno degli aspetti è il rafforzamento della difesa europea.

É iniziata in maniera abbastanza esplicita una riflessione sugli aspetti organizzativi che ci terrà impegnati per gli anni a venire, ma a dire la verità non c’è molto tempo da aspettare”, sollecita. Sul tavolo dei leaders – riuniti anche a cena alla fondazione Stavros Niarchos realizzata da Renzo Piano – anche l’Afghanistan, temi economici, con la discussione sulla necessità di “nuove regole per il patto di stabilità che evitino squilibri”, spiega il padrone di casa, Kyriakos Mitsotakis, perché “non servono nuove misure di austerità ma prospettive di crescita”.
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