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Economia

Così Ue e Cina si fanno nuovi attori, tra guerra e leaders di ieri

In un momento caratterizzato dall’autoesclusione del mercato russo, una più intensa collaborazione eurocinese è nei fatti più che fisiologica.

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Assumere un ruolo guida sia nel sistema internazionale incorniciato nell’Onu, sia nella realpolitik post guerra in Ucraina (e in attesa di nuovi scossoni a oriente). Questo l’imperativo per Ue e Cina dopo il vertice che ha visto impegnati il presidente della Commissione Ue, Ursula von der Layen e il Presidente cinese Xi Jinping.

Alleanze

Una nuova Guerra Fredda produrrebbe solo danni, stanno ragionando gli sherpa delle due sponde: al fine di mantenere la pace e la stabilità nel mondo, Bruxelles e Pechino non potranno che collaborare, anche in ottica futura, ovvero quando i riverberi dell’invasione russa in Ucraina produrranno “altri” frutti. Il fil rouge rappresentato dalla Via della Seta è ormai solido: basti pensare a quanti convogli ferroviari fanno la spola dal porto internazionale di Shijiazhuang (in foto) ad Amburgo, in Germania. In un momento caratterizzato dall’autoesclusione del mercato russo, una più intensa collaborazione eurocinese è nei fatti più che fisiologica.

Green

Primo banco di prova è il settore green. A Taranto sta per nascere il primo parco eolico offshore del Mediterraneo in grado di alimentare 18.500 famiglie. Si tratta di elettricità a emissioni zero grazie alla tecnologia rinnovabile cinese. Medesimo progetto è attivo in Croazia. Anche per questa ragione i leader della Cina e UE hanno messo l’accento sul tema del cambiamento climatico da affrontare assieme e la Commissione europea ha lanciato un fondo per l’innovazione a basse emissioni di carbonio da 100 milioni di euro.

Impegni

Al di là dei singoli dossier che si andranno a coagulare, come la Belt and Road Initiative e l’accordo globale sugli investimenti (CAI) UE-Cina del 2020, i protagonisti hanno annunciato di voler lavorare per un rafforzamento delle relazioni. La tesi sostenuta da Xi è che le due parti devono seguire un vero multilateralismo basato sull’ampia consultazione, mentre il duo von der Layen-Michel hanno affermato che la Cina è una forza importante nel mondo, per cui Bruxelles lavorerà ad una lunga relazione di reciproco vantaggio.

Prospettive

Da quando la Cina è entrata a far parte dell’Organizzazione mondiale del commercio nel 2001, le due parti hanno lavorato a stretto in vari ambiti come il green e l’economia digitale, come dimostra il dato del 2020 quando la Cina ha superato gli Stati Uniti come principale partner commerciale dell’UE. I trasporti fanno segnare numeri record, con i treni merci Cina-Europa che hanno raggiunto più di 180 città in 23 paesi europei, secondo i dati della National Development and Reform Commission (NDRC) cinese: in 12 giorni la Cina è collegata all’Europa via ferrovia.

CAI

Il CAI è stato firmato nel dicembre 2020 dopo sette anni di negoziati, ma non è stato ancora ratificato per via del delicato capitolo sui diritti umani. L’accordo prevede per le aziende europee di accedere alle industrie cinesi in comparti come l’assistenza sanitaria e il cloud computing, mentre quelle cinesi penetrerebbero nel mercato manifatturiero e delle energie rinnovabili.

@L_Argomento

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