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La Variante Sanchez: Spagna tra stop and go

Ad ottobre del 2020 il Governo spagnolo ha presentato alla Commissione Europea il Piano di Ripresa

Così la Spagna rilancia la crescita
La crisi derivante dalla pandemia del COVID-19 ha avuto un forte impatto sulle economie di tutti i Paesi del mondo. In particolare, tra le nazioni europee maggiormente colpite, la Spagna si è vista bloccare la crescita economica realizzata negli ultimi 5 anni e ha subito una repentina caduta delle attività in quei settori più segnati dalla mancanza di domanda e penalizzati dalla riduzione della mobilità.

Ad ottobre del 2020 il Governo spagnolo ha presentato alla Commissione Europea il Piano di Ripresa, Trasformazione e Resilienza per accedere ai fondi stanziati dalla UE al fine di risanare le economie maggiormente danneggiate dalla pandemia ed incrementare le politiche di sviluppo tramite riforme ed investimenti in settori specifici indicati dall’Europa a tutti gli Stati membri.

Il Piano prevede 6 obiettivi generali di sviluppo:
1)Impulso alla Transizione Verde;
2)Impulso alla Trasformazione Digitale;
3)Crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva;
4)Promozione della Coesione Sociale e Territoriale dell’Unione;
5)Resilienza sanitaria, economica, sociale e istituzionale ed aumento della preparazione di fronte alle crisi;
6)Politiche per le prossime generazioni, l’infanzia e la gioventù comprese l’educazione e le competenze.

Si fonda su 4 assi principali, indicati dalla UE: 1)Transizione Verde, 2)Trasformazione Digitale, 3)Coesione Sociale e Territoriale, 4)Uguaglianza di Genere.

Tali assi trasversalmente incrociano le 10 politiche d’appoggio che determineranno la futura evoluzione del Paese:
1)Agenda urbana e rurale, lotta contro lo spopolamento e sviluppo dell’agricoltura;
2)Infrastrutture ed ecosistemi resilienti;
3)Transizione energetica giusta e inclusiva;
4)Amministrazione del XXI secolo;
5)Modernizzazione e digitalizzazione del tessuto industriale e delle pmi, recupero del turismo e impulso imprenditoriale;
6)Patto per la scienza e l’innovazione, rinforzo del Servizio Sanitario Nazionale;
7)Educazione e conoscenza, formazione continua e sviluppo delle capacità;
8)Nuova economia per le cure e politiche d’impiego;
9)Impulso dell’industria, della cultura e dello sport;
10)Modernizzazione del sistema fiscale per una crescita inclusiva e sostenibile.

Le 10 politiche d’appoggio indirizzano 30 linee di attuazione, che articolano i progetti di investimenti e riforme necessarie per modernizzare il Paese.

L’Unione Europea ha stanziato 800.000 milioni di euro per risanare le economie degli Stati membri e la Spagna ha la possibilità di accedere a 140.000 milioni di euro dal 2021 al 2026 (assegnati dal programma Next Generation EU): di questi, circa metà (69.528) sono a fondo perduto e la seconda metà si concederanno con un credito agevolato, man mano che la nazione realizzerà i 416 obiettivi e compirà le 102 riforme ed i 110 investimenti dichiarati.

Alcuni tra i principali obiettivi descritti nel Piano sono la digitalizzazione di più di un milione di piccole e medie imprese (PYMES), la formazione digitale di più di 2,6 milioni di persone, l’estensione della banda larga al 100% della popolazione, la distribuzione efficace del 5G (entro il 2025), la promozione di 165 destinazioni turistiche, la riabilitazione di oltre un milione di case, la realizzazione di una flotta di 250.000 auto elettriche (entro il 2023) con distribuzione di oltre 100.000 postazioni di ricarica e il completamento dei corridoi ferroviari tra l’Atlantico ed il Mediterraneo.

Il 16 giugno la Presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen ha consegnato al Presidente del Governo spagnolo Pedro Sánchez il documento di approvazione del Piano di Ripresa, durante un incontro simbolico tenutosi nella sede centrale di Red Eléctrica de España (REE), un modo per dimostrare che il focus è perfettamente centrato nella Transizione Ecologica.

A tale incontro hanno partecipato la seconda vice presidente e Ministra per gli Affari Economici e la Trasformazione Digitale, Nadia Calviño e la quarta vice presidente e Ministra per la Transizione Ecologica e la Sfida Demografica, Teresa Ribera.

La Presidente Von der Leyen ha dichiarato: “Sono contenta che la Commissione Europea abbia assegnato il primo segmento (69.528 milioni) dei fondi richiesti dalla Spagna, approvando il Piano di Ripresa che ne trasformerà l’economia e la renderà più ecologica, più digitale e più resiliente. Lo abbiamo appoggiato perchè si tratta di un piano ambizioso, con visione a lungo termine e che aiuterà a costruire un futuro migliore per gli spagnoli”. Ha aggiunto che si è voluto premiare la Spagna per aver destinato il 40% dei fondi alla Transizione Ecologica e il 28% alla Trasformazione Digitale, superando le percentuali richieste dalla UE, rispettivamente del 37% e del 20%.

I Bilanci Generali di Stato prevedevano un investimento iniziale di 27.000 milioni entro il 2021, ma di questi, la Commissione Europea ne ha concessi 19.000, di cui 9.000 entro fine luglio (che corrispondono al 13% del totale richiesto -69.528-) e i successivi 10.000 entro fine anno, legati al compimento di 48 riforme e 2 obiettivi, praticamente già realizzati, dato che si possono includere misure già adottate da febbraio 2020.

Pedro Sánchez, ringraziando la Presidente, ha affermato che il Paese avrà la capacità di assorbire il maggior indebitamento pubblico derivante dal fatto di aver ricevuto 8.000 milioni in meno, comprendendo che la UE ha dovuto far fronte contemporaneamente alle richieste degli altri Stati membri.

Ha inoltre annunciato che entro fine luglio intende convocare una conferenza con tutti i Presidenti delle Comunità Autonome (17) affinchè si lavori in modo congiunto per realizzare gli obiettivi del Piano.

I fondi europei dovrebbero arrivare nelle casse dello Stato spagnolo entro 4 settimane, dopo che il Piano di Ripresa avrà ricevuto l’approvazione da parte del Consiglio Europeo in una riunione con i Ministri di Economia e Finanza (Ecofin) della Ue, che si terrà presumibilmente il 13 luglio.

Per il momento la Spagna ha richiesto solo il segmento di aiuti diretti (a fondo perduto), ma la vicepresidenta e Ministra all’Economia, Nadia Calviño, ha già anticipato che domanderà anche i 70.000 milioni di crediti agevolati a condizioni vantaggiose. Per poterlo fare, la Spagna dovrà compiere obiettivi, investimenti e riforme pattuite, sbloccando in questo modo ogni 6 mesi nuovi segmenti, anche se esiste la possibilità di ottenere fondi parziali qualora dovessero mancare solo obiettivi minori.

L’esborso maggiore è previsto per giugno 2022 (12.000 milioni) e sarà legato alla riforma del mercato del lavoro, mentre la quantità dei successivi scaglioni semestrali non è stata ancora esattamente determinata.

Secondo Bruxelles, per l’approvazione del Piano di Ripresa è stato decisivo lo sviluppo di tutti gli obiettivi dettati dalle istituzioni comunitarie, incluso l’area della finanza pubblica e della riforma fiscale, il sistema pensionistico e della ‘spending review’. Inoltre, la Commissione ha apprezzato che sono indicate dettagliatamente le modalità con cui le autorità nazionali impediranno, rileveranno e correggeranno le situazioni di conflitto di interessi, corruzione e frode nell’uso dei fondi europei.

I due Piani per primi approvati dalla UE (Portogallo -16.600 milioni- e Spagna, cui seguono Grecia, Danimarca e Lussemburgo) indicano ai Paesi membri una nuova forma di intendere la cooperazione ed affrontare le sfide determinate dalle crisi.

Nel campo dell’internazionalizzazione, la Spagna ha concordato progetti d’impulso con il Portogallo nei settori del commercio, digitalizzazione, cambio climatico e mobilità tra frontiere; con la Francia nell’ambito dell’elettronica, trasformazione digitale, norme per le startups, salute, trasporti e sviluppo di tecnologie elettriche; con l’Italia nel campo dell’energia rinnovabile, trasformazione digitale, cooperazione imprenditoriale ed industriale.

Ursula Von der Leyen ha concluso la sua visita a Madrid sottolineando la determinazione, la forza e la grande solidarietà con cui gli spagnoli hanno affrontato la crisi e la bravura delle istituzioni a costruire un Piano tanto dettagliato e attento alle indicazioni europee, ed ha assicurato che l’Europa starà a fianco della Spagna per tutto il percorso della sua ripresa economica.

Dichiarazioni positive si sono aggiunte da parte di Valdis Dombrovskis, vicepresidente esecutivo della Commissione Europea, per il quale il Piano di Ripresa della Spagna stabilisce un’ambiziosa tabella di marcia per stimolare la performance economica, rafforza la coesione sociale, punta alla creazione di impiego, migliora il mercato del lavoro, il settore degli affari e la pubblica amministrazione, e soprattutto accoglie le linee guida europee della transizione digitale ed ecologica.

Paolo Gentiloni, Commissario per l’Economia, ha dichiarato: “Oggi è un traguardo importante per la Spagna, si tratta di un’opportunità unica non solo per rafforzare il recupero del paese dalla pandemia, ma anche per costruire un’economia più giusta socialmente, più sostenibile e dinamica”.
Così la Spagna rilancia la crescita

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