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Internazionale

Come si ferma la guerra di Putin? Adesso c’è un piano (dopo 20 giorni)

I 15 punti: niente Nato, riconoscimento delle “repubbliche” di Donetsk e Lugansk controllate dalla Russia, status di neutralità.

Secretary-General António Guterres addresses the general debate of the General Assembly’s seventy-sixth session.
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Un piano per fermare la guerra di Vladimir Putin dopo 20 giorni di bombardamenti. Da un lato Kiev rinuncerebbe alle ambizioni di adesione alla NATO, ma accettando una serie di cambiamenti territoriali relative alle cosiddette “repubbliche” di Donetsk e Lugansk controllate dalla Russia, per ottenere il cessate il fuoco. Su queste basi, anticipate dal Financial Times, i negoziatori ucraini e russi starebbero discutendo per trovare un punto di caduta. Garanti sarebbero Stati Uniti, Regno Unito e Turchia.

Accordo lontano?

Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, e il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, hanno bilateralmente ammesso che ci sono tenui progressi nei colloqui. Lavrov a RBC News si è addirittura spinto a parlare di “speranza di raggiungere un compromesso”. Il riferimento è allo stato di neutralità di Kiev, che “è ora discusso seriamente insieme”. Nel frattempo, intervenendo al congresso americano, Zelensky ha chiesto più armi e subito è stato accontentato con uno stanziamento da 800 milioni per aiutare l’Ucraina a rintuzzare gli attacchi aerei russi. Per cui nessuno si aspetta un accordo nel brevissimo periodo.

Sul punto, il consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan ha detto al suo omologo russo, il generale Patrushev, che se la Russia prende sul serio la diplomazia, Mosca dovrebbe smettere di attaccare città e paesi ucraini. In caso di uso di armi chimiche o biologiche la Casa Bianca reagirebbe.

In tribunale

Oggi si riunisce il consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite su richiesta di sei nazioni occidentali. Secondo la missione britannica delle Nazioni Unite, Mosca sta commettendo crimini di guerra e prende di mira i civili. “La guerra illegale della Russia contro l’ Ucraina è una minaccia per tutti noi”, ha twittato. Nel frattempo la Corte internazionale di giustizia delle Nazioni Unite (ICJ) ha chiesto a Putin di fermare la guerra, in assenza di prove concrete che giustifichino l’invasione. Gli unici voti contrari sono giunti da membri cinesi e russi.

Due settimane fa Kiev aveva aveva denunciato alla Corte le violazioni russe della Convenzione sul genocidio del 1948, visto che Mosca aveva accusato falsamente l’Ucraina di aver commesso un genocidio e giustificando così l’invasione in corso.

@L_Argomento

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