Connect with us

Hi, what are you looking for?

In evidenza

Colle, Chigi e partiti: al governo serve un pilastro. Ceccanti (Pd) invoca stabilità

Il costituzionalista dem: “Se si vuole mantenere la stabilità del quadro politico, o si rielegge l’uscente o si individua una persona di standing analogo all’uscente, in grado di funzionare da pilastro del Governo. Nessun Paese funziona bene con partiti deboli e istituzioni deboli”

STEFANO CECCANTI POLITICO PD

Nessuno può escudere a priori nessuno scenario, ammette a L’Argomento il prof. Stefano Ceccanti, costituzionalista e deputato del Pd, secondo cui chi valuta positivamente il Governo deve porsi il problema di come esso possa sopravvivere all’uscita del Quirinale di chi l’ha promosso, cosa niente affatto scontata.

Quanto potrebbe influire l’emergenza Omicron sulla partita per il Colle? E’davvero escluso un bis di Mattarella?

Penso che sappiamo di non sapere perché tempi e modi dell’emergenza Omicron non sono facilmente prevedibili. Proprio per questa ragione nessuno può escludere a priori nessuno scenario. In particolare esiste un problema specifico di questa elezione, che l’emergenza Omicron viene a rafforzare. Siamo in presenza, per la prima volta dal 1948, di un’elezione che avviene mentre c’è un Governo di iniziativa presidenziale, di derivazione presidenziale. Ora chi valuta positivamente il Governo deve porsi il problema di come esso possa sopravvivere all’uscita del Quirinale di chi l’ha promosso, cosa niente affatto scontata. Per questo, se si vuole mantenere la stabilità del quadro politico, o si rielegge l’uscente o si individua una persona di standing analogo all’uscente, in grado di funzionare da pilastro del Governo. Può darsi che sia possibile anche questa seconda soluzione, ma non andrebbe scartata a priori la prima.

Draghi al Colle significa automaticamente elezioni anticipate?

Non c’è un automatismo, però è possibile immaginare una conclusione ordinata e regolare della legislatura con un altro Presidente del Consiglio? Difficile immaginare un esponente politico perché poi nel 2023 quello stesso esponente potrebbe essere presentato agli elettori con danno di altri leader. Potrebbe esserlo un tecnico, puntando comunque sul rilievo del pilastro presidenziale? Non mettiamo limiti alla Provvidenza, ma non sembrano scenari facili da gestire. Inviterei comunque nel frattempo a non delegittimare l’azione di Governo di Draghi perché sfido chiunque, contemporaneità col Quirinale o meno, a immaginare un qualsiasi altro Presidente del Consiglio capace in questo Parlamento di andare verso l’obbligo vaccinale in modo più sollecito e più coerente.

Attualmente la mancanza di un regista per l’elezione del Capo dello Stato rappresenta una deminutio?

L’esistenza di un regista prevalente è data dalla possibile esistenza di rapporti di forza chiaramente sbilanciati a favore di uno schieramento più che dalla capacità dei singoli. Questa volta lo sbilanciamento non c’è e quindi i registi sono necessariamente vari senza una gerarchia fissa tra di loro.

In un Parlamento così frammentato, quanto sarebbe servito avere tutti i leaders politici tra i grandi elettori?

Credo francamente in questo caso a niente, visto che il Parlamento in seduta comune è solo un seggio elettorale e che stavolta si entrerà e si uscirà rapidamente dall’Aula.

Perché i partiti sono più deboli rispetto all’elezione di sette anni fa?

Sull’elezione in sé è evidente che sette anni fa c’era uno schieramento chiaramente dominante, relativamente omogeneo, quello che sorreggeva il Governo e oggi no. La politica non è solo rapporto di forza, ma comunque parte dai rapporti di forza. Non sfuggo però alla questione che va oltre l’elezione. La formazione di un Governo di iniziativa presidenziale rivela una debolezza di fondo che allora si sperava di risolvere anche grazie alla riforma costituzionale in itinere. Senza un intervento sulle regole che bilanci la debolezza dei partiti la situazione è delicata. O si hanno partiti forti e allora la nascita dei Governi procede direttamente da accordi di legislatura tra loro come in Germania e solo dopo si formalizza nelle sedi istituzionali o si hanno istituzioni forti come in Francia: nessun Paese funziona bene con partiti deboli e istituzioni deboli. Ora è evidente che l’elezione presidenziale è sempre più importante perché nella debolezza di partiti e istituzioni il Quirinale ha una forza particolare, quella in particolare del mandato settennale. Dal momento che è aspettativa comune che nell’arco del settennato si succedano non pochi Governi, l’elezione del Presidente della Repubblica diventa più importante. Se è più importante è fatalmente anche più complicata perché tutti sono portati a investirvi di più.

@L_Argomento

Articoli Correlati