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Internazionale

Cina, Russia, Iran e Usa: il grande rimescolamento all’ombra della guerra

Caccia americani forse in Polonia, la Casa Bianca ci pensa. Pechino e il chiodo fisso di Taiwan. Teheran fredda con Mosca per il nucleare.

Mente si inizia a ragionare sull’invio di caccia Usa in Polonia, fatto che è un punto nuovo nella partita tattica che si sta giocando, si assiste ad un grande rimescolamento di posizioni e interessi visto che la guerra in Ucraina sembra non essere più un fatto breve e indolore. Ciò comporta una serie di effetti in vari quadranti del mondo, sia geopolitici che economici.

Mosca & Pechino

Non è scontata l’alleanza tout court della Cina con la Russia nella campagna militare ed economica che si sta giocando in Ucraina, non fosse altro perché una vittoria fulminea non c’è stata da parte di Mosca, così come forse Xi Jinping sperava. Anzi, i tempi si stanno dilatando e non c’è ancora il crollo dell’unità democratica che il Cremlino aveva messo in conto forse con troppo ottimismo.

Pechino & Teheran

Pechino deve ancora condannare formalmente Mosca per la sua invasione e l’intreccio con l’Iran si intensifica. L’invasione russa dell’Ucraina comporta conseguenze anche per Iran e Stati Uniti, visto che Mosca vorrebbe legare gli accordi nucleari ad una risoluzione in Ucraina. Ma le parole del ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, che vorrebbe garanzie scritte americane che le sanzioni alla Russia per la sua invasione dell’Ucraina non avrebbero influenzato i legami commerciali e la cooperazione tra Russia e Iran, non sono state accolte con entusiasmo da Teheran.

Congresso

Secondo il deputato repubblicano Mike Gallagher la Cina si rifiuta di denunciare le azioni della Russia “perché, ovviamente, la Cina vuole fare lo stesso con Taiwan e quando la polvere si sarà depositata, nonostante il vero coraggio mostrato dal popolo ucraino, la deterrenza in questo caso è fallita. L’amministrazione Biden pensava che le sanzioni e i tweet sarebbero stati sufficienti per scoraggiare, ma non è riuscita ad applicare il tipo di potere duro che avrebbe scoraggiato Putin dal lanciare questa guerra in primo luogo. A proposito, una guerra che potrebbe ancora intensificarsi e coinvolgerci in qualsiasi momento”, ha detto Gallagher intervistato da Fox News.

Negoziati flop

Il primo ministro bavarese Markus Söder non crede alla potenza dei negoziati, che riprendono oggi tra bassissime speranze di successo. E osserva che “dobbiamo essere chiari: ogni conversazione attualmente in corso non porterà alcun risultato, c’è una sola strategia: aiuto all’Ucraina da un lato e rafforzamento della NATO dall’altro”.

Più caccia

Gli Stati Uniti sono impegnati in queste ore a ragionare con la Polonia sul possibile arrivo di caccia da combattimento se Varsavia decidesse di trasferire i suoi MiG-29 usati in Ucraina. In sostanza come riportano media americani Varsavia ha chiesto all’amministrazione Biden di fornire loro caccia di fabbricazione statunitense per colmare il divario che si dovesse creare. La Casa Bianca ha risposto che avrebbe esaminato la questione.

Il segretario di Stato Antony Blinken ha confermato alla CNN che gli Stati Uniti stanno lavorando con la Polonia sui piani per fornire questi aerei all’Ucraina. Il tutto accade mentre il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy continua a chiedere aiuto al Congresso e alla Nato in termini di mezzi e uomini.

@L_Argomento

(Foto: Twitter profile H. Truman)

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